
Lo stop all’insegnamento in presenza durante lo scorso anno scolastico ha non poco complicato il lavoro a docenti e studenti ticinesi. Tra i problemi vi era quello delle valutazioni. Come decidere che qualcuno dovesse ripetere la classe di fronte a un anno scolastico mutilato? Per questo il Cantone ha emesso delle direttive per la conclusione della scuola che comprendevano delle norme garantiste: in sintesi le valutazioni degli studenti potevano solo migliorare e non peggiorare nel periodo di insegnamento a distanza e le promozioni che dovevano essere discusse dai consigli di classe sono avvenute d’ufficio.
Ma quali conseguenze ha avuto questo sulla formazione degli studenti ticinesi? A chiederlo è il granconsigliere Edo Pellegrini che, in un’interpellanza, si rivolge al Consiglio di Stato per avere una valutazione dei risultati scolastici dei giovani ticinesi dopo il primo semestre dell’anno scolastico 2020-21.
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