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Ticino
Progetto Lavoro: "Tüt a post"
Redazione
12 anni fa
Il Municipio di Lugano ha fornito le prime spiegazioni in merito al progetto anti-crisi finito nella bufera dopo il caso Burgarella

Dopo gli atti parlamentari sottoscritti da Lega, UDC e PS, il Municipio di Lugano ha fornito, durante il tradizionale incontro con la stampa, le prime spiegazioni in merito al Progetto Lavoro, il programma anti-crisi della città finito nella bufera dopo la nomina di Claudia Burgarella alla testa degli eventi del LAC. 

Dopo una prima fase di approfondimento l'Esecutivo luganese è giunto a due conclusioni: il progetto ha tenuto fede al suo principale indirizzo, ossia il 90% delle persone che hanno partecipato al programma erano svizzeri o detentori di un permesso C. Inoltre l'assunzione di Claudia Burgarella non ha violato nessun criterio fissato dal programma. Il progetto era infatti aperto anche a stranieri con permesso B, di cui Burgarella era già in possesso prima di fare domanda nell'amminitrazione comunale. 

L'Esecutivo ha poi fornito le cifre complessive del progetto: in totale hanno aderito 444 persone. Di queste 323 erano svizzere, mentre 121 straniere (di cui 79 con permessi C, 42 con permessi B). Troppe forse? TeleTicino ha girato la domanda al municipale Lorenzo Quadri

Per scoprire i dettagli, guarda l'intervista nel video allegato. 

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