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Ticino
Progetto Lavoro: "Priorità ai candidati svizzeri?"
Redazione
12 anni fa
Un'altra interrogazione, questa volta della Lega, chiede lumi sul programma di collocamento luganese

Dopo l'interrogazione inoltrata da Martino Rossi in merito alle esternazioni di Marco Borradori su quegli italiani "di troppo" che hanno aderito al progetto Lavoro e un'altra interrogazione di nove consiglieri comunali, capitanati dal democentrista Tiziano Galeazzi, che chiedevano il numero esatto di cittadini stranieri non domiciliati che lavorano per il Comune, oggi è la Lega dei Ticinesi a ritornare sul tema. Questa volta i fari sono puntati sulle condizioni di accesso al Progetto lavoro 2011-2014.

Rallegrandosi per il tasso di riuscita del collocamento grazie a tale programma che, secondo i dati in mano agli interroganti, si attesta attorno all'80%, i leghisti sottolineano che gli articoli apparsi nei media del cantone hanno evidenziato alcuni aspetti che richiedono di essere chiariti, "perché ci sono degli aspetti di opportunità che devono sempre e comunque essere salvaguardati".

Alla luce di questa situazione otto consiglieri comunali della Lega dei Ticinesi (Lukas Bernasconi, Enea Petrini, Andrea Sanvido, Flavio Pesciallo, Daniele Casalini, Marco Seitz, Antonio Castelli e Amanda Rückert) chiedono pertanto al Municipio: "Quali erano le condizioni di accesso al Progetto Lavoro 2011-2014? Il Progetto era destinato ai soli residenti nel comune di Lugano oppure era aperto anche ai residenti in altri comuni? Per i partecipanti non svizzeri quale era il permesso richiesto per poter accedere al Progetto? E’ stata data la priorità ai candidati svizzeri? Da quanto tempo i circa 20 partecipanti non svizzeri indicati dal municipio in conferenza stampa risiedevano da noi? Il Municipio ritiene che tutti i criteri previsti per partecipare a questo Progetto siano stati rispettati?

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