Cerca e trova immobili
Ticino
Progetto italiano al Civico: "Nulla da eccepire"
Progetto italiano al Civico: "Nulla da eccepire"
Progetto italiano al Civico: "Nulla da eccepire"
Redazione
9 anni fa
Il Governo risponde all'interrogazione di quattro deputati sul progetto affidato a uno studio di architettura di Firenze

La scelta per l'ampliamento dell'Ospedale Civico di Lugano dello scorso dicembre, ricaduta sul progetto di uno studio d’architettura di Firenze, aveva suscitato numerose reazioni politiche, tra chi aveva apertamente parlato di “offesa al Cantone”, chi di "Prima i nostri" e chi aveva percorso la via dell’interrogazione parlamentare (vedi articoli suggeriti). I deputati Tiziano Galeazzi, Gabriele Pinoja, Lara Filippini (UDC) e Andrea Giudici (PLRT) – ricordiamo – avevano chiesto lumi al Governo sul concorso indetto dall'Ente ospedaliero cantonale su un progetto da 80 milioni di franchi, "soldi anche dei contribuenti svizzeri.

Il Consiglio di Stato ha risposto ieri agli interrogativi dei quattro granconsiglieri, spiegando come, nel marzo del 2016, "la Conferenza delle Associazioni tecniche del Canton Ticino (CAT) aveva criticato le modalità di progettazione seguite dall’EOC, stigmatizzando in particolare il fatto di aver affidato a un gruppo di progettazione interno la pianificazione dell’intervento e ritenendo che un tale progetto dovesse partire da uno studio di fattibilità seguito da un concorso pubblico". Il direttore generale dell’EOC - si legge nella risposta del Governo - aveva però reso attrenti che se l'Ente avesse indetto un concorso pubblico, il “rischio” di aggiudicazione a favore di un progetto della Svizzera interna o italiano sarebbe stato elevato”.

Il 26 aprile 2016 l’EOC aveva informato di aver deciso di procedere insieme alla CAT per la progettazione del previsto ampliamento della piastra base del Civico. La collaborazione ha permesso di perfezionare e promuovere un concorso internazionale di progetto dell’estate del 2016.

Il Consiglio di Stato ritiene che la scelta dello studio vincitore sia stata “ineccepibile”, in quanto “derivante dall’applicazione corretta delle procedure e dei criteri previsti dal Concordato intercantonale sugli appalti pubblici (CIAP)”. Gli studi ticinesi, specifica il Governo, erano 11 su 12 finalisti mentre un ulteriore studio è stato scartato per motivi formali. L’onorario che verrà versato allo studio fiorentino “è ancora in fase di negoziazione", ma di regola "ammonta a circa il 20% dal costo finale”. Inoltre, il Consiglio di Stato ribadisce di non ritenere di dover intervenire per verificare la procedura di selezione che "si è svolta come da prassi e in forma anonimizzata”.

“La giuria – si sottolinea - era composta da cinque architetti professionisti e da quattro rappresentanti dell’EOC. La scelta è stata definita nel rispetto delle regole dell’Ordine ingegneri e architetti del Canton Ticino e dell’Associazione Studi di Ingegneria e Architettura ticinesi”.

Non si ravvedono quindi motivi giuridicamente validi per un intervento volto a revocare e cambiare la decisione. Il Consiglio di amministrazione dell’EOC, infine, “ha assicurato di voler provvedere affinché le ricadute economiche in fase di realizzazione possano restare sul nostro territorio e favorire il nostro tessuto economico”.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata