
“Attenzione al fuggi fuggi”. Il cosiddetto Progetto Fiscale 17 non soddisfa il mondo economico ticinese. A lanciare l’allerta sono la Camera di Commercio e l'Associazione delle Industrie (AITI), per cui l’alternativa alla Riforma Fiscale III delle imprese, posta ieri in consultazione dal Consiglio Federale, rischia di avere ripercussioni negative sull’attrattività del Cantone.
“Quello che più preoccupa” spiega a Teleticino il vice presidente della Camera di Commercio Marco Passalia “è che per l'ennesima volta siamo davanti a nuovi oneri che vanno a toccare proprio le aziende”
“Da parte nostra prevale una sostanziale delusione per queste proposte” rincara Fabio Regazzi, presidente di Aiti “soprattutto per il nostro settore, quello delle piccole e medie aziende (molte delle quali a conduzione familiare). Non dimentichiamoci che questa è proprio una riforma che nasce da un compromesso e quindi dovremo capire come il Cantone vorrà reagire e quali nuovi margini di manovra avremo".
Tre i punti più controversi. Il primo riguarda l’innalzamento della quota dei dividendi che passerà dal 50 al 70%. Il secondo concerne i famosi sgravi per i “Patent Box” - che resteranno - ma saranno meno incisivi che nella riforma III, con sgravi non oltre il 70%. Il terzo prevede un aumento dell’importo minimo per assegni familiari e per figli in formazione pari a 30 franchi.
“Il rischio” per Passalia “è legato soprattutto alla competitività intercantonale e quindi alla possibilità che alcune aziende possano decidere di spostare la propria sede in altri Cantoni”.
Resta da capire quali saranno le compensazioni previste dal pacchetto di misure in elaborazione dal Governo ticinese e di cui si saprà qualcosa in piu’ non prima di fine settembre.
Romano Bianchi
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