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Ticino
“Progettare nel paesaggio”
Redazione
11 anni fa
L'incontro organizzato ieri dal DT ha permesso di approfondire il tema dell'evoluzione del nostro territorio

Si è svolto nel tardo pomeriggio di ieri a Bellinzona un incontro informativo, promosso dal Dipartimento del territorio, sul tema Progettare nel paesaggio.

Nel corso della conferenza, alla quale hanno partecipato un centinaio di persone e diversi esperti del ramo, sono state illustrate nel dettaglio le basi legali, le modalità e i criteri di valutazione in materia di progettazione paesaggistica.

Alla presentazione, moderata dall’architetto Paolo Poggiati, Capo della Sezione dello sviluppo territoriale del DT, sono intervenuti il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali, l’avvocato dell’Ufficio giuridico dei servizi generali del DT Davide Socchi, il Presidente della Commissione del paesaggio, architetto Felix Wettstein e l’architetto Matteo Chiosi della Sezione dello sviluppo territoriale.

Nel suo intervento, il consigliere di Stato Claudio Zali ha affermato che “il paesaggio suscita una crescente attenzione nel dibattito sull’evoluzione del nostro territorio. Un paesaggio intatto, equilibrato e armonioso è associato a uno sviluppo sostenibile, attento al carattere e alle specificità dei luoghi. Al contrario, se così non è, esso segnala degli scompensi, qualcosa che non funziona e che si dovrebbe, nel limite del possibile, correggere.

Il paesaggio, in questo senso, è lo specchio del nostro rapporto con il territorio: è un riflesso della nostra storia, una parte anche importante della nostra identità individuale e collettiva, una risorsa economica che ci può rendere attrattivi e competitivi, ma soprattutto un bene comune da cui dipende la qualità della nostra vita.”

Il Direttore del Dipartimento del territorio ha inoltre sottolineato come ogni progetto, per legge, debba essere “verificato anche in funzione del suo effetto sul paesaggio. È un compito arduo, condiviso tra Cantone e Comuni, che richiede non solo competenza, ma anche la massima trasparenza sulle argomentazioni e sui criteri adottati, il più possibile unitari e costanti, a sostegno delle proprie valutazioni. Solo in questo modo” - ha aggiunto Zali – “è possibile arricchire il vero dibattito su cosa sia bene o meno per il nostro paesaggio, ed evitare soprattutto delle derive non desiderate, dei giudizi soggettivi e persino arbitrari.”

L’incontro si è concluso con un esempio di ricerca della qualità, illustrato dall’architetto Matteo Chiosi, concernente un nuovo insediamento a Lumino. A tal proposito, sono state illustrate le differenti soluzioni progettuali, pianificate a fronte delle stesse norme di Piano regolatore.

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