
I profughi ucraini continuano ad arrivare in Ticino. Giorno dopo giorno sempre più persone si registrano presso la Segreteria di Stato della migrazione(Sem) per poter accedere allo statuto di protezione S.
46 persone ad Airolo
C’è chi trova alloggio dai privati e chi, invece, è costretto ad essere trasferito nei Centri regionali collettivi. Dopo Aurigeno e Arzo (che attualmente sono pieni), ora è tempo di aprire le porte ad Airolo, presso la Casa Al Mulino dove ci sono circa 70 posti letto. “Questa mattina abbiamo iniziato il trasferimento delle 46 persone, nei prossimi giorni inizierà il percorso di integrazione”, ha spiegato ai microfoni di Ticinonews Ryan Pedevilla, capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione.
La guerra continua
L’Ucraina però sembra non trovare pace. Di conseguenza i civili, che continuano a scappare per trovare un posto sicuro. Per questo motivo a breve verranno aperte altre strutture nel Luganese. Il dispositivo secondo i piani del Cantone sembra ancora tutt’ora sufficiente anche se, considerati i numeri previsti dalla Confederazione, il rischio è quello di avere un numero molto alto di arrivi giornalieri. “Secondo i piani entro la metà di aprile le persone che sono ad Aurigeno verranno allocate negli appartamenti e quindi la struttura sarà di nuovo a disposizione”.
“Aiuto va coordinato”
La popolazione ticinese si è dimostrata molto solidale nei confronti dei rifugiati ucraini. C’è chi aiuta donando materiale e chi apre le porte di casa propria per ospitare le famiglie in fuga. Tutto questo aiuto, però, sottolinea Pedevilla “va coordinato”. Per quanto riguarda gli alloggi “viene creata una banca dati, e tramite si verificano le strutture migliori”. Anche chi si è messo a disposizione per ospitare “verrà contattato per capire la disponibilità e se le peculiarità dell’appartamento vengono rispettate”.
Circa un migliaio di rifugiati
Attualmente in Ticino “abbiamo circa un migliaio di persone che sono presenti sul territorio” e che si sono registrate alla Sem. “Il sistema funziona anche se nel fine settimana abbiamo accolto persone che non hanno più trovato alloggio presso i privati dove prima stavano e quindi hanno ripiegato su una sistemazione d’emergenza, ovvero a Cadenazzo”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

