
"Diamo un futuro in Ticino a quella madre e sua figlia richiedenti l'asilo: no all'espulsione!". È questo il titolo della risoluzione interpartitica che Fabrizio Sirica (PS), primo firmatario, Fiorenzo Dadò (Centro), Alessandro Speziali (PLR), Samantha Bourgoin (Verdi) e Cristina Maderni (PLR) chiedono di "dibattere con clausola d'urgenza durante la prossima seduta del Gran Consiglio" che si terrà il 23 gennaio.
Il decreto d'espulsione
"Una donna afghana di 32 anni e sua figlia di 8 da diversi mesi vivono nella comunità della Val Verzasca, ma sono state raggiunte da un decreto d'espulsione dalla Svizzera", scrivono i deputati. Per evitare questa fine la "comunità verzaschese in pochi giorni ha accolto oltre 2'500 firme per una petizione che chiede la regolarizzazione del loro statuto di soggiorno, affinché le due donne possano restare e continuare a costruire il loro futuro qui”. Settimana scorsa il presidente del Tribunale amministrativo federale -ricordiamo- aveva riconosciuto l'assenza di urgenza riguardo all'allontanamento dalla Svizzera voluto dalla Segreteria di Stato della migrazione (Sem), sospendendo il loro allontanamento dal Paese.
"Il Governo deve scrivere alla Sem"
Facendo riferimento al testo che accompagna la petizione, nel quale si spiegano gli sforzi compiuti da mamma e figlia per integrarsi tra la gente del posto, i deputati affermano che "il Parlamento non può rimanere insensibile a quanto testimoniato dalla comunità verzaschese, così come non può non valutare l’evidente sofferenza che una scelta di espulsione creerebbe in questa madre e figlia: ricominciare da capo, continuare a fuggire, non poter mai chiamare un luogo 'casa', abbandonare i compagni di scuola e quelle montagne, le nostre montagne, in cui, dopo anni, finalmente si sentono sicure e accolte". Per tutti questi motivi, spiegano i politici, "chiediamo di esprimere un messaggio chiaro al Governo e alla SEM, affinché si consideri la particolare vulnerabilità della situazione e gli sforzi di integrazione già intrapresi e riusciti, chiedendo alle autorità preposte di concedere un permesso di dimora per caso di rigore ed evitando così l’espulsione dalla Svizzera. Più nello specifico chiediamo che il Governo ticinese scriva alla SEM chiedendo il riesame della domanda, facendo valere la clausola di sovranità".

