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Professione influencer: "città dei mestieri o città dei precari?"
Professione influencer: "città dei mestieri o città dei precari?"
Professione influencer: "città dei mestieri o città dei precari?"
Redazione
7 anni fa
Anche la Gioventù Comunista polemizza sulla serata prevista domani sera: "Non illudiamo i giovani"

La serata dedicata alla figura dell'influencer, prevista domani nella nuova Città dei mestieri, non è finita solo al centro delle polemiche del partito comunista, che ha inoltrato un'interpellanza al Consiglio di Stato. Oggi anche la Gioventù Comunista prende posizione, convidendo la preoccupazione del partito per un servizio pubblico d'orientamento professionale che "dovrebbe occuparsi di fornire informazioni per un avviamento professionale adeguato e non illusioni precarie".

Per la Gioventù comunista non si tratta di "non stare al passo con le nuove tecnologie" o "di essere troppo vecchi per capire le nuove professioni emergenti". Il problema, spiegano, va oltre le questioni semantiche: "Si tratta di stabilità lavorativa, concetto che non rispecchia questo genere di mansione. In tal senso, un servizio d’orientamento pubblico dovrebbe promuovere professioni stabili e utili alla società, che abbiano delle condizioni contrattuali dignitose e che siano utili per lo sviluppo produttivo della società".

Per i giovani comunisti il ruolo dell’influencer non risponde ai principi elencati, poiché esso rappresenta piuttosto un hobby da affiancare alla concreta attività lavorativa: "È importante scindere tali attività da ciò che effettivamente permette di provvedere al proprio sostentamento e al progresso della società" sottolineano nella nota. "Offrire questo genere di formazione nel contesto di un servizio d’orientamento pubblico equivale pertanto a gettare fumo negli occhi a quei giovani che si illuderanno per conseguenza di poter svolgere questa mansione come fonte principale del proprio sostegno finanziario".

La Gioventù Comunista preferisce quindi promuovere la difesa del diritto allo studio e la possibilità di praticare una professione in cui i diritti sindacali siano garantiti. "La gente che non proviene da famiglie abbienti e che non possiede gli agganci giusti, non ha né possibilità né mezzi per dedicarsi ad attività come quella dell’influencer". Pertanto, concludono i giovani comunisti, "il DECS e la nuova Città dei mestieri dovrebbero impegnarsi a rispondere alle necessità effettive dei futuri lavoratori e non a propinare solide illusioni dettate da logiche di mercato che ben poco hanno a che vedere con la protezione del lavoratore ed il benessere della società". 

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