
Oltre novanta pagine per una legge nuova di zecca: la delicata normativa che tutela il diritto dei minori e degli adulti. Ottenuto il via libera dal Governo, la trasformazione delle 16 Arp in quattro Preture di protezione, da settembre sotto la responsabilità del consigliere di Stato Claudio Zali, compie un ulteriore passo in avanti. “La nuova legge determinerà come si procederà di fronte alle future Autorità di protezione”, spiega Zali ai microfoni di Ticinonews. In questo modo “avremo delle procedure uguali in tutte le preture di protezione – oggi nelle Arp non è sempre così – e una chiara definizione dei diritti delle parti".
"Un compito di importanza fondamentale"
Approvata alle urne tre anni fa, la riforma si era arenata in Commissione giustizia e diritti per alcune puntuali questioni. Prima fra tutte: il nodo finanziario, con i Comuni, oggi a capo della Arp, non entusiasti di farsi ancora carico dei costi, così come previsto dal progetto. Di qui, la proposta commissionale di compensarli, discussa proprio due giorni fa con Zali. “Il problema, forse, era che il messaggio attualmente in trattazione in Gran Consiglio si agganciava al progetto Ticino 2020, che ora non sembra più così sicuro nella sua realizzazione", afferma il consigliere di Stato. "Occorre quindi estrapolare la questione del finanziamento di questo progetto e darle una soluzione in un altro modo. Niente che non si possa fare”. Per Zali si tratta “di un compito di importanza fondamentale per la nostra società e credo che un maggior costo, che sarà inevitabile con la professionalizzazione di queste autorità, sia necessario, perché è un passo di civiltà in avanti di cui abbiamo bisogno”.
Perché l'accelerazione
Del resto, si tratta di un ambito che prevede misure anche drastiche. Un cambiamento che implica dunque il passaggio a un’organizzazione cantonale con personale specializzato e un costo aggiuntivo di circa 6 milioni. Il dossier è il primo fra quelli arroccati tra i consiglieri di Stato leghisti ad aver subìto l’accelerata. “Sono stato convocato dalla Commissione una prima volta per fare una panoramica di tutti i temi sul tavolo e abbiamo convenuto che fosse opportuna una seconda audizione solo sul problema delle preture di protezione". Questo "ha dato dei frutti, e credo che il Parlamento abbia recepito l’importanza di dare seguito alla qualificata volontà popolare".

