
Il Gran Consiglio ha discusso di un tema che tocca da vicino il mondo viticolo ticinese: dal 1° gennaio 2027, sia i viticoltori professionisti sia chi coltiva la vigna per hobby dovranno possedere un patentino per effettuare i trattamenti fitosanitari. Un anno in più rispetto all'entrata in vigore visto che il Cantone è riuscito a ottenere una proroga con la Confederazione.
Chiesto il posticipo e regole diverse per hobbisti
Una mozione del deputato PLR Aron Piezzi, che chiedeva di posticipare di due anni l’entrata in vigore del nuovo obbligo (quindi nel 2028), è stata respinta dal plenum. Piezzi ha sottolineato che in Ticino ci sono circa 2'300 viticoltori, ma meno della metà ha già ottenuto il patentino, e che formarne un migliaio in pochi mesi sarebbe difficile. Inoltre, il deputato auspicava regole differenziate per professionisti e hobbisti, che rappresentano la maggioranza. "Chiediamoci perché nemmeno la metà ha ottenuto il patentino? Solo per malavoglia o pigrizia o per scarsa sensibilità sul tema?" si chiede Piezzi, che risponde: "Suvvia. Una delle cause è lo sproporzionato onere per lo svolgimento del corso, anche per chi gestisce pochi pergolati di vigna, spesso in territori impervi. Tutto ciò è demotivante".
Mozione bocciata
Argomentazioni che non hanno convinto il Parlamento: i deputati hanno approvato il rapporto di maggioranza, redatto dalla democentrista Aline Prada, la quale ha ricordato che le autorità federali hanno già concesso una proroga di un anno e che il corso necessario per ottenere il patentino è di tre giorni, più mezza giornata d’esame, per un costo di circa 350 franchi. "I viticoltori hobbisti ticinesi sono 343, di cui 24 hanno già l'autorizzazione speciale, 26 intendono ottenerla, 4 possiedono un titolo equivalente, 252 fanno eseguire trattamenti da terzi e 24 dichiarano di voler lasciare l'attività", ha dichiarato la deputata in aula. "Il sondaggio condotto da Federviti mostra che solo il 10% di chi abbandona lo fa a causa del patentino. Le vere cause sono la mancanza di ricambio generazionale e motivi di salute".

