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Ticino
Prodotti fitosanitari, patentino anche per i viticoltori hobbisti dal 2027
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
5 mesi fa
Il Gran Consiglio ha respinto la mozione del liberale radicale Aron Piezzi, che chiedeva di posticipare l’entrata in vigore di due anni.

Il Gran Consiglio ha discusso di un tema che tocca da vicino il mondo viticolo ticinese: dal 1° gennaio 2027, sia i viticoltori professionisti sia chi coltiva la vigna per hobby dovranno possedere un patentino per effettuare i trattamenti fitosanitari. Un anno in più rispetto all'entrata in vigore visto che il Cantone è riuscito a ottenere una proroga con la Confederazione. 

Chiesto il posticipo e regole diverse per hobbisti

Una mozione del deputato PLR Aron Piezzi, che chiedeva di posticipare di due anni l’entrata in vigore del nuovo obbligo (quindi nel 2028), è stata respinta dal plenum. Piezzi ha sottolineato che in Ticino ci sono circa 2'300 viticoltori, ma meno della metà ha già ottenuto il patentino, e che formarne un migliaio in pochi mesi sarebbe difficile. Inoltre, il deputato auspicava regole differenziate per professionisti e hobbisti, che rappresentano la maggioranza. "Chiediamoci perché nemmeno la metà ha ottenuto il patentino? Solo per malavoglia o pigrizia o per scarsa sensibilità sul tema?" si chiede Piezzi, che risponde: "Suvvia. Una delle cause è lo sproporzionato onere per lo svolgimento del corso, anche per chi gestisce pochi pergolati di vigna, spesso in territori impervi. Tutto ciò è demotivante".

Mozione bocciata

Argomentazioni che non hanno convinto il Parlamento: i deputati hanno approvato il rapporto di maggioranza, redatto dalla democentrista Aline Prada, la quale ha ricordato che le autorità federali hanno già concesso una proroga di un anno e che il corso necessario per ottenere il patentino è di tre giorni, più mezza giornata d’esame, per un costo di circa 350 franchi. "I viticoltori hobbisti ticinesi sono 343, di cui 24 hanno già l'autorizzazione speciale, 26 intendono ottenerla, 4 possiedono un titolo equivalente, 252 fanno eseguire trattamenti da terzi e 24 dichiarano di voler lasciare l'attività", ha dichiarato la deputata in aula. "Il sondaggio condotto da Federviti mostra che solo il 10% di chi abbandona lo fa a causa del patentino. Le vere cause sono la mancanza di ricambio generazionale e motivi di salute".