
“Tutti gli imputati sapevano del progetto criminale e vi hanno partecipato. Il reato di incendio intenzionale è accertato per tutti”. Così il giudice Amos Pagnamenta durante la lettura della sentenza per il rogo doloso al White. “Non era un piano da banda bassotti, era ben organizzato”, ha aggiunto condannando tutti e 5 gli imputati a pene tra i 12 mesi sospesi e i 4 anni detentivi.
A Balmelli la condanna più alta, 4 anni
La colpa di Balmelli è stata
ritenuta “di estrema gravità”. Il 73enne, ha detto, “ha agito per dolo diretto
mosso da motivi economici, mettendo a rischio l’incolumità di terzi con un
incendio in pieno centro. Ha poi cercato di estraniarsene coinvolgendo anche un
parente”. Per lui la condanna più alta per incendio intenzionale e tentata
truffa: 4 anni detentivi di cui tutti da espiare. La pubblica accusa aveva
chiesto 36 mesi di cui 12 da espiare. E più severe sono anche le
pene inflitte ad altri tre imputati, anche loro condannati per incendio
intenzionale e tentata truffa: per l’intermediario 45enne amico di Balmelli la
corte ha sentenziato una pena di 34 mesi detentivi di cui 16 da espiare; per
l’autore del rogo 3 anni di detenzione di cui 18 da espiare. Infine, al parente
il giudice ha inflitto una pena detentiva di 32 mesi di cui 12 da espiare. Il ruolo della gerente 49enne
è invece risultato marginale: per lei la Corte ha inflitto una pena di 12 mesi
sospesi.
Il legale di Balmelli, Ettore
Item, ha già espresso volontà di ricorrere in appello. Verosimilmente,
seguiranno anche gli altri 4 avvocati difensori.

