
Quattro anni di reclusione per i due principali imputati e fra gli 8 e i 24 mesi per gli altri quattro accusati: sono queste le richieste di pena presentate dal procuratore Carlo Bulletti al processo in corso al Tribunale penale federale di Bellinzona per lo scandalo immobiliare che nel 2005 scosse la SUVA. Secondo l'accusa le persone alla sbarra si sono indebitamente arricchite di almeno 22 milioni di franchi nell'operazione di compravendita di otto palazzi. Secondo Bulletti le due persone al centro dei dibattimenti, il responsabile immobili dell'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (SUVA) e l'immobiliarista di origine italiana residente in Ticino, hanno agito mossi dalla ricerca del profitto e senza mostrare alcuno scrupolo. Con le loro malversazioni hanno messo le mani su 1,6-1,8 milioni di franchi. Per Bulletti non vi sono circostanze che attenuino la gravità del loro comportamento: si sono macchiati di falsità in documenti, corruzione, truffa e infedeltà nella gestione pubblica. Gli altri imputati si sono da parte loro resi complici attraverso perizie compiacenti. Secondo la procura la SUVA è stata vittima degli intrallazzi criminali: all'istituto non si possono muovere rimproveri particolari, se non di avere dato troppa fiducia a due collaboratori. ATS
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