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Bellinzona
Processo Sonko, la difesa critica la pertinenza delle accuse
©Chiara Zocchetti
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Keystone-ats
3 anni fa
Il dibattimento si è aperto stamani davanti alla Corte penale del Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona. Quale questione pregiudiziale, il legale di Sonko, Philippe Currat, ha tra l'altro sostenuto che il Codice penale svizzero non è applicabile a una parte significativa delle accuse.

Nelle prime battute del processo dell'ex ministro dell'interno del Gambia Ousman Sonko, accusato di crimini contro l'umanità, la difesa ha criticato la pertinenza delle accuse e lacune procedurali. Il dibattimento si è aperto stamani davanti alla Corte penale del Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona. Quale questione pregiudiziale, il legale di Sonko, Philippe Currat, ha tra l'altro sostenuto che il Codice penale svizzero non è applicabile a una parte significativa delle accuse.

"Atti non perseguibili"

L'avvocato ha inoltre affermato che gli atti commessi prima del primo gennaio 2011 - data dalla quale la Svizzera, in nome della giurisdizione universale, ha la competenza di giudicare i crimini internazionali più gravi - non possono essere perseguiti a causa del divieto della retroattività della legge penale. Currat ha anche elencato numerose fasi del procedimento in cui sono stati commessi errori o sono stati violati i diritti del suo cliente. Ad esempio, gli interrogati in Gambia non erano stati informati del loro diritto alla presenza di un legale. Una questione pregiudiziale, prevista dal Codice di procedura penale, è una questione che il giudice e le parti possono sollevare nel dibattimento e che concerne in particolare la validità dell'accusa, i presupposti processuali e gli impedimenti a procedere. Il Ministero pubblico della Confederazione accusa Sonko di aver commesso numerosi crimini tra il 2000 e il 2016.