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Ticino
Processo Schneider: l'accusa chiede 14 anni
Redazione
17 anni fa
Schneider: "Si vive in un mondo non facile". La parte civile chiede 270mila franchi. Per la difesa va riconosciuto il dolo eventuale

Ieri la prima giornata di processo (vedi qui il servizio del TG). E stamane - in apertura della seconda giornata - ultime ore di dibattimento al processo per l'omicidio di Samuele Giorgi, il giovane ucciso a coltellate da Sébastien Schneider la sera del 24 aprile 2009 al bar Mascotte di Chiasso.Giorgi ucciso da nove colpi di coltelloLa corte ha ascoltato il medico legale Mario Tavani, che ha allestito due relazioni di carattere scientifico sul corpo della vittima. Un intervento precoce quello del medico legale, nel senso che trascorse un lasso di tempo molto breve dal decesso all'autopsia. I risultati indicarono che la morte del giovane era dovuta ad una lesione del cuore, che gli provocò una morte non immediata. Le altre erano lesioni secondarie: non interessavano organi vitali e si concentrano soprattutto al collo. L'imputato ha sempre detto di aver ferito Sam con due coltellate soltanto, ma sul corpo della vittima sono stati trovati almeno 9 distinti colpi di coltello. Schneider: "Si vive in un mondo che non è facile"Le ultime parole al dibattimento sono state lasciate all'imputato. "Come vede il suo futuro?", gli ha chiesto il giudice Claudio Zali in chiusura di dibattimento. Schneider ha iniziato un monologo piuttosto lungo e confuso, dicendo che sta vivendo "qualcosa di speciale", che ha una coscienza e che "si vive in un mondo che non è facile". Poi ha detto di pensare "a sua figlia" e a quel punto la compagna della vittima, mamma di due bambini rimasta senza papà, si è rifiutata di continuare ad ascoltare, si è alzata ed è uscita dall'aula in lacrime dicendo a Schneider: "Come ti permetti?". Il monologo dell'accusato è proseguito tra lo sdegno evidente del pubblico, dicendo che non si fa seguire da uno psicologo ma che risolve le sue questioni con lo sport.Item chiede 14 anni di carcereNella sua requisitoria la procuratrice pubblica Rosa Item ha chiesto una pena di 14 anni di detenzione per l'omicidio intenzionale di Samuele Giorgi, per "la morte prematura e ingiusta" di un 28enne, stroncato dal coltello di Sébastien Schneider. "Sicuramente - ha aggiunto Item parlando di Giorgi - non disdegnava qualche spinello di marjuana, ma era sicuramente una brava persona".In un'ora la procuratrice ha illustrato come tutti gli elementi indicano che non c'è stato nessun corpo a corpo come descritto da Schneider, ovvero che erano talmente vicini che Samuele si sarebbe ferito da solo. Tesi "in aperto contrasto con tutti i risontri oggettivi e scientifici del medico legale". Rosa Item non ha dubbi: "Si tratta di un tentativo di interpretare la sua realtà a suo favore. In realtà Schneider da quell'evento voleva il peggio, perché Samuele era intervenuto a mani nude ed era pressoché innofensivo". La pp ha sottolineato che dopo i fatti Schneider non ha voluto assumersi le sue responsabilità. Nonostante avesse visto il coltello gocciolare di sangue, nonostante avesse visto la vittima cadere a terra si è allontanato dal luogo del delitto; ha pensato a lavare e nascondere il coltello e a concordare col complice una versione dei fatti. "Questo atteggiamento esplicita come Schneider se n'è fregato del destino di Sam". La parte civile chiede 270mila franchiGli avvocati di parte civile hanno preso parola alle 14.15. Il legale della famiglia della vittima Sebastiano Pellegrini si è dapprima soffermato sui fatti. Ripercorrendo quanto accadde quella sera, dal litigio tra l'accusato e la sua compagna all'intervento di Samuele fino all'accoltellamento, sulla base degli atti e delle perizie, ha spiegato alla corte che non vi fu nessun corpo a corpo tra l'imputato e la vittima, evidenziato le "descrizio

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