
La seconda giornata del processo al consigliere agli Stati Filippo Lombardi è iniziata questa mattina alle 9. Nel pomeriggio sono previsti gli interventi di accusa e difesa: la requisitoria della procuratrice pubblica Maria Galliani e l’arringa dell’avvocato Luigi Mattei. La sentenza è prevista in serata. Al massimo domattina.A parlare per primo questa mattina alla Pretura penale di Bellinzona, di fronte al giudice Marco Kraushaar, è stato il direttore del Cardiocentro Tiziano Moccetti chiamato dalla difesa in qualità di teste. Fu lui a prendere in cura Filippo Lombardi alcuni giorni dopo l’incidente di Horgen, quando il senatore venne ricoverato al Civico a causa di un mancamento avvenuto alla stazione di Lugano. A Lombardi venne riscontrata una sincope. Un disturbo al ritmo cardiaco i cui segnali si erano manifestati già precedentemente, nel corso di una seduta parlamentare a Berna. Inoltre, qualche giorno prima dell’incidente, il senatore aveva avuto disturbi che l’avevano indotto a fissare un appuntamento dal medico proprio il mattino del 7 aprile 2005, il giorno dell’incidente di Horgen.“Sulla base della visita medica e degli esami clinici effettuati in ospedale ho avuto la sensazione – ha detto Moccetti in aula – che al momento dell’incidente Lombardi avesse potuto avere un mancamento, una situazione di disagio. Un disagio che avrebbe potuto essere un allarme dell’imminente sincope”. Il direttore del Cardiocentro ha però sottolineato che questi disturbi del ritmo cardiaco possono manifestarsi anche senza campanelli d’allarme. E ha ribadito che in Lombardi c’era tutti gli elementi che potevano segnalare disturbi cardiaci. La prova sta nel fatto che dopo l’intervento chirurgico e la lunga riabilitazione la sua situazione di salute si è stabilizzata.L’audizione di Moccetti è terminata verso le 10 di questa mattina. Ora l’istruttoria prosegue con la battaglia tra i periti di parte. Poco fa ha preso la parola il professor Rolf Seger, docente di medicina a Zurigo, perito dell’accusa. Il problema è accertare se a causare l’incidente di Horger fu un mancamento legato a disturbi cardiaci o un colpo di sonno, come sostiene l’accusa, imputabile allo stato di spossatezza di Lombardi. Elemento che, per l’avvocato Mattei non è comunque determinante per stabilire la colpevolezza o l’innocenza del senatore (vedi cronaca di ieri, giovedì).LE TESI DEI PERITI DI ACUSA E DIFESALa seconda parte della mattinata è stata dedicata al confronto tra i periti, il professor Rolf Seger, docente di medicina a Zurigo, e il professor Angelo Auricchio, esperto di scompensi cardiaci. “Ci sono tre elementi – ha detto Seger – che portano a ritenere che Lombardi sia stato vittima di un colpo di sonno e non di una sincope la sera del 7 aprile 2005, mentre faceva ritorno a Berna. Il primo è che non ha accusato giramenti di testa e dolori al cuore, sintomi della sincope cardiaca. Il secondo è che, in caso di malore cardiaco, la testa e le mani tendono a cadere verso il basso, mentre Lombardi ha continuato a guidare, effettuando la manovra per correggere la rotta della sua auto”. Il terzo elemento, secondo Seger, è che mangiare, bere e guidare a lungo, come ha fatto il senatore quel giorno e quella sera, sono fattori che inducono colpi di sonno. “Solo un video potrebbe dirci cosa è accaduto veramente – ha concluso il perito dell’accusa -. Ma la teoria del colpo di sonno è lineare, quella del malore meno facilmente dimostrabile”.“Ma ci sono sincopi – ha replicato Angelo Auricchio – che non presentano necessariamente i sintomi elencati da Seger, cioè mal di cuore e giramento di testa. Lombardi ha una malattia cardiaca. Pur avendo accusato una importante aritmia, in quei giorni non se ne accorse”. Ma secondo lei ad Horgen fu oppure no un mancamento? Gli ha chiesto la procuratrice Galliani. “È un dato di fatto scritto da Seger nella sua perizia – ha risposto il medico -. Se vi fu un mancamento è comunque da spiegare con una s
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

