
È ripreso oggi il processo che vede sul banco degli imputati l'Ente ospedaliero cantonale (EOC), accusato dal procuratore generale John Noseda di non aver individuato i responsabili del contagio di epatite C a tre pazienti avvenuto nel dicembre 2013 all'Ospedale Civico di Lugano (vedi articoli suggeriti).
Il giudice Siro Quadri stava per chiudere l'istruttoria quando la difesa ha chiesto nuovamente la sospensione del dibattimento visto che Noseda ha presentato alcune precisazioni all'atto d'accusa.
Quadri ha però respinto tutte le istanze e non ha ammesso le modifiche all'atto d'accusa, che è quindi rimasto immutato.
Chiusa l'istruttoria dibattimentale, la parola è passata al procuratore generale John Noseda: "L'EOC deve pagare per l'errore commesso da un suo collaboratore. Se non è stato identificato il colpevole è a causa di una carente organizzazione interna", ha sostenuto Noseda, che ha chiesto "una sanzione non inferiore ai 100mila franchi".
Ricordiamo che se non dovesse esserci un verdetto entro il 19 dicembre, il caso verrà prescritto.
"L'EOC non si è mai scusato", è la denuncia degli accusatori privati, che chiedono risarcimenti complessivi di diverse centinaia di migliaia di franchi. "Durante la visita l'infermiere parlava delle vacanze. È mancato il rispetto del paziente".
Dopo le arringhe degli avvocati degli accusatori privati Stefano Camponovo, Stefano Pizzola (che ha chiesto un risarcimento per torto morale di 100'000 franchi) e Tuto Rossi (300'000 franchi di risarcimento la sua richiesta), ora la parola è passata alla difesa.
"L'infezione è stata causata solo dalla negligenza di una persona e non da altri fattori come una mancata organizzazione interna - ha detto l'avvocato Mario Molo - Nel 2013 sono state effettuate al Civico oltre 12mila Tac con liquido di contrasto, cifre che indicano come il rischio d'infezione sia in realtà minimo. Contrariamente a quanto sostenuto dagli accusatori privati, l'EOC si è assunto le sue responsabilità con scuse pubbliche e personali ai pazienti che tra l'altro ha assistito e guarito".
Per questi motivi Molo chiede che l'ente sia prosciolto. Nel caso debba essere sanzionato, chiede una multa simbolica di un franco. Secondo l'avvocato difensore l'EOC ha già pagato con un danno d'immagine e provvedendo alle cure dei pazienti infettati.
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