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Ticino
Processo BCV: Paolo Bernasconi "bombardato" di domande
Redazione
19 anni fa
Nel suo rapporto stilare nel 2003, l'ex procuratore ticinese aveva direttamente messo in causa i dirigenti e i revisori dell'istituto bancario vodese

Paolo Bernasconi è stato "bombardato" di domande oggi al processo sulle irregolarità commesse in seno alla Banca cantonale vodese (BCV). Nel rapporto stilare nel 2003, l'ex procuratore ticinese aveva direttamente messo in causa i dirigenti e i revisori dell'istituto bancario, sul banco degli imputati da oltre due settimane.Per due ore, gli avvocati della difesa non hanno lesinato le critiche nei confronti dell'esperto, invitato a suo tempo dalla stessa BCV e dal Consiglio di Stato vodese a chiarire i motivi per i quali il Cantone era stato costretto ad iniettare successivamente nella banca 600 milioni e 1,25 miliardi di franchi. Nel rapporto di 257 pagine, per il quale Bernasconi aveva ascoltato 27 persone che avevano assunto funzioni o mandati per la BCV, l'esperto aveva rilevato che le informazioni trasmesse dai dirigenti della banca al Consiglio di Stato erano incomplete, tardive e non chiare. Il rapporto era poi stato aggiunto al dossier penale.Nel dibattimento odierno, la difesa ha soprattutto contestato il modo con cui il ticinese ha condotto le audizioni dei banchieri e dei revisori fra il novembre 2002 e il gennaio 2003. Secondo l'avvocato Pierre Richard, Bernasconi non ha rispettato determinati principi fondamentali della persona: non avrebbe ad esempio avvertito i suoi interlocutori dell'esistenza di una procedura penale e della possibilità di non rispondere alle sue convocazioni. "Per un intelletto vodese (reputato lento), non era evidente supporre che una procedura penale era in corso e che le dichiarazioni rilasciate in presenza dell'esperto sarebbero finite fra le mani del giudice istruttore", ha rincarato Richard, cui ha fatto eco il collega Jean-Christophe Diserens.Bernasconi ha ribattuto che l'esistenza della procedura penale era nota e che l'invito rivolto ai dirigenti della banca non aveva nulla di coercitivo. Per il resto, l'ex procuratore ha dichiarato di "confermare totalmente" le conclusioni del suo rapporto. Quest'ultimo - ha precisato - era un'analisi preliminare, basata su mezzi di prova e condotta nell'esigenza costante del rispetto dell'obiettività.ATS

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