
Nei mesi scorsi si erano verificate diverse “irregolarità nella corretta applicazione, stoccaggio e smaltimento” dei rifiuti edili contenenti amianto presso le aziende abilitate alla raccolta e presso le imprese di bonifica abilitate dalla SUVA. Lo comunica il Dipartimento del territorio (DT) che dichiara di aver riscontrato questi problemi dopo aver effettuato diversi sopralluoghi. L’ufficio dei rifiuti e dei siti inquinati (URSI) ha immediatamente intimato i dovuti correttivi, al seguito dei quali “le migliorie e gli interventi puntuali apportati dalle imprese hanno permesso di riscontrare un netto miglioramento della situazione”.
“Quantitativi crescenti di rifiuti con amianto”
Una buona notizia dunque, ma il DT ne approfitta per ricordare che con la modifica del Regolamento della Legge edilizia cantonale le domande e/o le notifiche di costruzione che contemplano interventi su edifici o impianti costruiti prima del 1. gennaio 1991, devono contenere una perizia specialistica sull’eventuale presenza di amianto o altre sostanze pericolose (piombo, policlorobifenili e idrocarburi policiclici aromatici) e sulle relative modalità di separazione e smaltimento. “I suddetti interventi”, si legge, “autorizzati con licenza edilizia municipale ed eseguiti da imprese di bonifica debitamente autorizzate dalla SUVA, hanno generato dei quantitativi crescenti di rifiuti edili contenenti amianto debolmente agglomerato (DA), classificati secondo l’Ordinanza sulle liste sul traffico di rifiuti (OTRif) quale rifiuto speciale”. Le regole per lo smaltimento di questi rifiuti sono reperibili a questo indirizzo: www.ti.ch/rifiuti
Verifiche: 7 infrazioni su 11 controlli
Nel corso del primo semestre del 2020, si legge ancora, l’Ufficio dei rifiuti e dei siti inquinati (URSI) ha dato seguito alla verifica puntuale delle corrette modalità di gestione, stoccaggio e smaltimento dei rifiuti contenenti amianto, a partire dalle imprese di smaltimento assoggettate all’OTRif/ROTRif e, successivamente, presso le imprese di bonifica abilitate dalla SUVA. “Nella maggior parte dei casi (sette su undici)”, scrive il DT, “è stata ravvisata una situazione in contrasto con l’ordinamento vigente ed è stato necessario intervenire intimando il rispetto delle corrette modalità di gestione di questa tipologia di rifiuto speciale. Agendo sulle imprese di smaltimento assoggettate all’OTRif/ROTRif”, dunque, “l’URSI ha intimato (...) alle imprese di bonifica abilitate dalla SUVA, di agire di conseguenza e nel pieno rispetto della Direttiva amianto”.
ReteInfo Amianto
Il DT rammenta infine che, nei primi anni 2000, è stata costituita una piattaforma di competenze denominata ReteInfo Amianto, che si avvale delle conoscenze specifiche di esperti settoriali (salute pubblica, protezione dell’ambiente, gestione dei rifiuti, esperti di sicurezza sul posto di lavoro, ecc.) allo scopo di fornire informazioni sulla corretta gestione e sul corretto smaltimento di materiali contenenti amianto. “L’obiettivo principale di ReteInfo Amianto”, si legge infine, “è quello di assicurare la necessaria informazione affinché gli interventi su materiali contenenti amianto avvengano senza rischi per la salute pubblica e per l’ambiente”.
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