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Ticino
"Probabilmente almeno 10 i jihadisti dal Ticino"
"Probabilmente almeno 10 i jihadisti dal Ticino"
"Probabilmente almeno 10 i jihadisti dal Ticino"
Redazione
9 anni fa
Dal 2012 ad oggi almeno una decina di persone avrebbero lasciato il Cantone per unirsi all'ISIS

L'inchiesta del Ministero pubblico della Confederazione sul presunto reclutatore dell'ISIS – ed ex dipendente della Argo 1 – ha gettato sul Ticino l'ombra del terrorismo islamico. L'uomo è sospettato di opere di proselitismo in favore del Califfato e nei giorni successivi al suo arresto era emerso che almeno un foreign fighter ticinese, Y., era partito per la Siria. Battezzato cattolico e poi convertitosi all'Islam, il giovane tunisino avrebbe cominciato a frequentare la moschea di Viganello. Poi, nel marzo del 2015, era sparito nel nulla.

Dal 2001 al febbraio del 2017, stando ai dati diffusi dal Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), sono 81 le persone che hanno lasciato la Svizzera per unirsi alle fila del terrorismo islamico. 67 di loro si sono recate nei teatri di guerra di Siria e Iraq mentre 22 sarebbero decedute. Tra di loro, presumibilmente, anche Y. .

Dieci i foreign fighters ticinesi?Una decina di questi foreign fighter sarebbero partiti proprio dal Ticino a partire dal 2012. Tante sono infatti le persone di cui amici, conoscenti e i membri delle varie comunità musulmane ticinesi non hanno ormai più notizie. "Su cinque di loro siamo assolutamente sicuri – ci dice la nostra fonte, che preferisce restare anonima – Il totale è di circa 10 persone che si sono radicalizzate e sono partite improvvisamente per la Siria. Di alcuni siamo riusciti a ricostruire gli spostamenti. E in Ticino era attivo almeno un altro reclutatore, ora in prigione".

Il profilo dei reclutati è quasi sempre lo stesso: pochi amici e conoscenti, nessun impiego fisso, pochissimi legami con il territorio. "Almeno uno di loro era in assistenza", ci spiega la nostra fonte. Facile, dunque, approfittare dei pochi legami con la Svizzera per mettere in atto un vero e proprio lavaggio del cervello.

L'asse tra Como e la Svizzera internaIl SIC, da noi contattato, non può rilasciare informazioni relative ai singoli Cantoni ma queste rivelazioni, se confermate ufficialmente, rafforzerebbero ulteriormente la tesi di una rete di reclutatori attiva a cavallo tra il Ticino e la Lombardia. A dicembre, ricordiamo, il Corriere di Como aveva evidenziato legami tra questa presunta cellula e i vertici del controverso centro culturale islamico di via Domenico Pino a Como, da anni sotto osservazione da parte delle autorità italiane. E proprio in via Pino, sostengono gli inquirenti italiani, era stata rilevata una "stabile connessione operativa" con una filiera di reclutamento jihadista "stanziata in Ticino".

Diversi emissari di non meglio precisate "comunità islamiche radicali svizzere" sarebbero stati visti presso il centro culturale comasco in occasione di incontri "presumibilmente svolti per discutere del reclutamento di giovani aspiranti jihadisti intenzionati a raggiungere la Siria, la Libia e altri teatri di guerra". E in questo asse a giocare un ruolo importante potrebbe essere stata la moschea An'nur di Winterthur, da tempo nel mirino delle autorità elvetiche. Il luogo di culto, ricordiamo, è stato più volte indicato come luogo di radicalizzazione di giovani jihadisti. Secondo varie fonti sarebbero almeno cinque i ragazzi finora partiti dalla città zurighese verso la Siria dopo aver frequentato la moschea.

I legami con Moutaharrik e la Lombardia Il legame tra il presunto reclutatore della Argo e il campione svizzero di kickboxing Abderrahim Moutaharik è certificate anche dalle carte degli inquirenti italiani e ci rimanda alla complessa operazione congiunta Ros-Digos di un anno fa che aveva portato all'arresto di Abderrahmane Khacia, il fratello di Oussama Khacia, il 'jihadista di Viganello' espulso nel 2015 dal Ticino e morto in Siria l'anno successivo.

nic

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