
Potrebbe esserci uno spiraglio per la prevista ristrutturazione del rifugio della Società protezione animali di Bellinzona (Spab) a Gorduno-Gnosca.
L'autorità comunale èinfatti in contatto con la stessa Spab "nell'intento di consolidare e rinnovare a livello infrastrutturale la loro importante presenza su questi terreni di proprietà della Città", spiega il capo del Dicastero territorio e mobilità di Bellinzona Simone Gianini al Corriere del Ticino.
Nonostante di recente il Consiglio di Stato ha bocciato la variante di Piano regolatore per quella quella zona, vanificando in sostanza la possibilità di creare un ristoro nella vicina area di svago per il contrasto con il Piano direttore e il pericolo di esondazione del fiume, "esiste una certa apertura per una riattazione e per un moderato aumento della volumetria", spiega il municipale.
In sostanza, ci vorrà però una nuova variante di Piano regolatore. Anche il presidente della Spab Emanuele Besomi e il loro patrocinatore, avvocato Filippo Gianoni, si dichiarano ottimisti.
Uno spiraglio, insomma, è confermato. "Meno male, perché se non si troverà una soluzione pianificatoria per poter ristrutturare l'edificio dovremo individuare un'alternativa all'attuale rifugio di Gorduno-Gnosca", sottolinea Besomi. Se tutto dovesse sbloccarsi, inoltre, c'è sempre un donatore disposto a mettere un milione di franchi per la ristrutturazione. "Sì, è sempre pronto a tenere fede alla propria promessa".
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