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Ticino
Pro Senectute e la sua nuova casa a Mendrisio
Pro Senectute ha trovato una nuova casa negli spazi della Fondazione Presenza Sud a Mendrisio. Il centro regionale si è trasferito da Balerna per rendere l'offerta più accessibile per la popolazione. All'interno dello stabile uffici, accoglienza e il centro diurno terapeutico.

Una nuova casa regionale per Pro Senectute. Parliamo di quella di Mendrisio che trasferitasi da Balerna diventa un centro più accessibile per la popolazione: «Negli ultimi anni, la richiesta di prestazioni di servizio è aumentata in modo significativo», ci spiega il direttore di Pro Senectute Ticino e Moesano Paolo Nodari. «La popolazione anziana è aumentata e quindi anche i nostri collaboratori. Avevamo bisogno di più spazi, più spazi funzionali e ampi. Siamo quindi arrivati a Mendrisio, in un posto facilmente accessibile. Siamo a Mendrisio: un polo centrale per tutta la regione».

Le offerte di Pro Senectute

Un centro suddiviso su due piani. Sopra gli uffici e l’accoglienza in cui gli utenti e i famigliari possono prendere contatto con Pro Sencetute per le numerose offerte che la fondazione propone, come ci spiega Nodari: «Pro Senectute fa tanto. Fa tutto quello che è possibile per favorire il mantenimento a domicilio delle persone anziane, delle persone in AVS. I bisogni sono veramente diversi, stiamo parlando di un quarto della popolazione. Il 65enne o la persona che avanza con l’età ha delle esigenze di socializzazione, di consulenza o anche di cure molto diverse».

Il centro diurno terapeutico

Al piano inferiore, invece, il centro diurno terapeutico di Mendrisio. In Ticino in totale sono 5 e si occupano di accogliere utenti (in futuro 25 unità, dalle attuali 10) con diagnosi di demenza. A Mendrisio, la responsabile Arianna Regis, ci spiega la cura applicata nel centro, ovvero la stimolazione cognitiva: «È una terapia non farmacologica che prevede la strutturazione di attività cognitive. Queste attività vanno a stimolare varie parti del cervello che a causa delle malattie -che stanno sotto il cappello delle demenze- hanno subito delle compromissioni».  Alle attività, i collaboratori abbinano quello che è il piacere per l’utente. Dal socializzare, al riposarsi: il tutto per far sentir loro a proprio agio. All’interno del centro terapeutico ogni oggetto, ogni mobile o ogni colore ha un senso. «Il progetto è nato parecchi anni fa e sono state applicate quelle che sono le evidenze scientifiche», ci dice Regis. «Per esempio per quanto riguarda i colori, abbiamo potuto vedere il colore attivante, come la tonalità di arancione, oppure quella rilassante, ovvero quella verde. Anche gli oggetti e gli spazi sono stati costruiti secondo i principi di quello che è un mondo che contiene delle ancore mnemoniche. Questi dettagli aiutano gli utenti ad avere un punto di riferimento». Una cucina e una lavanderia terapeutica, un mobilio più antico nel tentativo di fare sentire a casa loro tutti gli ospiti.