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Ticino
Primo maggio: le rivendicazioni
Redazione
11 anni fa
L'USS presenta il programma per la giornata della festa dei lavoratori. Per i sindacati la situazione sul mercato del lavoro è allarmante

La sezione ticinese dell’Unione Sindacale Svizzera ha presentato il programma e le rivendicazioni del prossimo primo maggio. Il simbolo scelto quest’anno dai sindacati è il gazebo, in riferimento a quelli sotto cui sono stati gli operai durante lo sciopero alla Exten di Mendrisio.

Venerdì della prossima settimana, saranno molteplici le rivendicazioni dei sindacati che scenderanno in piazza a Lugano.

Per UNIA “le rivendicazioni tornano ad essere quelle del primo 1° maggio, quello del 1889, quando i lavoratori chiedevano 8 ore di lavoro, 8 ore di riposo e 8 di sonno”. Il sindacato è preoccupato soprattutto per i settori della vendita (modifica di legge sull’apertura dei negozi), per le “misure anticrisi” per contrastare il franco forte nell’industria e per l’aumento dei ritmi di lavoro nell’edilizia.

Il Sindacato del personale dei trasporti (SEV), scenderà in piazza per denunciare i rischi di dumping salariale nel settore del trasporto merci.

Syndicom, invece, sarà presente per condannare il “non rispetto degli accordi presi da parte dell’Associazione VISCOM, che rischia di compromettere la discussione per il rinnovo del CCL in scadenza a fine 2015, nel settore dell’industria grafica”. Inoltre fra le rivendicazioni ci saranno la richiesta di una migliore gestione del personale e dell’interruzione delle chiusure degli uffici postali nonché dell’assenza di un contratto collettivo nel settore dei media.

Il Gruppo donne dell’USS sarà presente per rivendicare una parità salariale fra i generi non ancora raggiunta. Per il gruppo il divario salariale in Svizzero ammonta a 7,7 miliardi di franchi l’anno.

Il corteo partirà dal Campo Marzio alle 14.00 e raggiungerà Piazza Manzoni. 

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