
«Tre settimane fa ancora un morto sul lavoro, ancora una volta un agente di sicurezza privata, il terzo negli ultimi due anni. Le normative di sicurezza devono essere ridiscusse perché non è possibile uscire al mattino per andare a lavorare e non rientrare la sera». È chiaro il segretario regionale di UNIA, Giangiorgio Gargantini: la sicurezza sul lavoro sarà una delle rivendicazioni del corteo del Primo maggio, lanciato oggi a Bellinzona dall'Unione Sindacale Svizzera Ticino e Moesa insieme alle sue federazioni. Lo slogan di quest'anno è: "Né sfruttati né divisi, lavoro e dignità senza confini". «Uno slogan che parla abbastanza per sé stesso», chiarisce la segretaria politica Nicole Rossi (USS Ticino e Moesa): «Noi rivendichiamo per lavoratrici e lavoratori giusti salari, dignità sul posto di lavoro, ma anche e soprattutto sottolineiamo l'importanza dell'unità della classe lavoratrice».
Fronte unito contro l'iniziativa
In un mercato del lavoro definito sempre più frammentato e precario, sono diverse le criticità sottolineate dai vari attori sindacali. Dai tagli di FFS Cargo alle riorganizzazioni nei media e nella Posta. Problemi che toccano sia il settore privato che quello pubblico. Gli esponenti di tutti i sindacati coinvolti hanno poi aperto un fronte comune contro l'iniziativa UDC dei 10 milioni. «L'ennesima iniziativa che vuole dividere lavoratori e lavoratrici per indebolire i loro diritti» ribadisce Gargantini. «Parlare nuovamente a distanza di più di 40 anni di fine del ricongiungimento familiare vorrebbe dire, nella realtà ticinese, un aumento ancora più importante del numero di lavoratori frontalieri che creeranno ancora più problemi proprio nei temi dove Lega o UDC dicono di voler intervenire. Quindi un'iniziativa che avrebbe un effetto boomerang devastante sul Canton Ticino».
Si torna a Lugano
A livello logistico il corteo tornerà quest'anno a sfilare per le vie di Lugano, dal Campo Marzio verso Piazza Manzoni, dove in serata vi saranno anche dei concerti. «Negli ultimi anni effettivamente ci siamo concentrati più su Bellinzona, soprattutto perché portavamo delle istanze legate ai tagli importanti dei preventivi» chiarisce Rossi. «Quest'anno torniamo a Lugano anche perché rappresenta comunque la capitale economica del Canton Ticino, e noi portiamo le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori sul tema dei salari».

