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La ricorrenza
Primo maggio: i salari al centro delle preoccupazioni di sindacati e lavoratori in Ticino
© CdT / Gabriele Putzu
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Redazione
7 ore fa
Sono circa duemila le persone che hanno sfilato per le strade di Lugano scandendo slogan a favore dei diritti dei lavoratori e denunciando i problemi del mercato del lavoro. Gargantini: «C'è preoccupazione». Daniel: «In Ticino ci sono diversi problemi».

Come da tradizione, oggi si sono tenute diverse manifestazioni in tutta la Svizzera per celebrare il 1. maggio. In tutto il Paese sono stati più di cinquanta gli eventi dedicati ai diritti dei lavoratori.

In Ticino, il corteo dell'Unione sindacale svizzera è tornato dopo undici anni a Lugano. Circa duemila le persone che hanno sfilato per le strade del centro scandendo slogan a favore dei diritti dei lavoratori e denunciando i problemi del mercato del lavoro.

«In Ticino situazione preoccupante»

Tra le numerose persone che hanno tenuto i discorsi di rito anche il segretario regionale UNIA Ticino Giangiorgio Gargantini. «È un 1. maggio di preoccupazione perché il mercato del lavoro ticinese suggerisce questo sentimento», dice Gargantini. «Ma è anche un 1. maggio in cui c'è voglia di rivendicare, di lottare assieme e di esprimere solidarietà a lavoratori e lavoratrici».

Due le questioni che preoccupano maggiormente il segretario regionale UNIA Ticino. «Da un lato c'è la lotta alla disoccupazione, dall'altra i salari che devono garantire alle persone la possibilità di vivere degnamente nel nostro cantone. L'accordo che c'è stato sui salari minimi dà una risposta ai salari più bassi, ma dobbiamo trovare soluzioni a tutti i livelli della scala salariale perché il dumping è un fenomeno che attacca anche i salari medi e quelli più alti».

In questo senso, la politica gioca un ruolo importante. «Ad oggi, però, un'idea di sviluppo per il mercato del lavoro ticinese manca», osserva Gargantini. «Non vediamo una linea guida: per questa ragione siamo in piazza a manifestare».

Altro aspetto che finisce sotto la lente del segretario regionale UNIA Ticino è l'iniziativa UDC «No a una Svizzera da 10 milioni!». «Si tratta dell'ennesima iniziativa razzista e divisiva che ha l'obiettivo di indebolire i lavoratori per attaccare i loro diritti. Ad essere attaccati sono soprattutto i diritti dei lavoratori migranti. La fine del ricongiungimento familiare, ad esempio, sarebbe devastante per il nostro cantone perché vorrebbe dire ancora più frontalieri. Ed è proprio per la pericolosità di questa iniziativa e per le conseguenze nefaste che avrebbe sul Ticino che invitiamo a votare "no" il 14 giugno».

«Vogliamo buone condizioni di lavoro e salari giusti»

Tra le manifestazioni tenutesi oggi in Ticino anche quella del sindacato OCST; circa cinquecento le persone che si sono riunite al Capannone di Pregassona.

«Il senso del 1. maggio è celebrare il lavoro perché è un'attività bella che fa stare bene le persone», esordisce il segretario cantonale OCST Xavier Daniel. «Detto ciò, non si può nascondere che il mercato ticinese ha diversi problemi tra cui il dumping salariale e i numerosi incidenti sul posto di lavoro che hanno causato troppi morti. Il senso dell'odierna ricorrenza è perciò quello di rivendicare buone condizioni di lavoro e salari giusti».

Che cosa dire allora sull'accordo che c'è stato sui salari minimi? «Sicuramente consente di avere un punto di partenza migliore garantendo salari quantomeno dignitosi. Riteniamo comunque che sia la contrattazione collettiva che deve permettere alle parti sociali di migliorare delle condizioni che restano comunque minime», conclude Daniel.