
Prime impressioni sulla manovra di rientro da 180 milioni, presentata oggi dal Governo, le hanno fornite questa sera i capogruppo in Gran Consiglio durante la trasmissione di Piazza del Corriere, moderata da Gianni Righinetti. E la discussione non ha mancato di sollevare stoccate e punzecchiature. Se in un primo momento tutti hanno salutato con favore il lavoro e la compattezza mostrata dal Governo, in seguito sono emerse divergenze su alcune manovre indigeste.
Ivo Durisch (PS) ha in particolare espresso preoccupazione sulle misure di risparmio che vanno a colpire il Dipartimento della socialità (DSS): “Si assiste a un graduale smantellamento del welfare. A farne le spese saranno le fasce più povere della popolazione”.
Per Alex Farinelli (PLR) è mancato coraggio sul fronte della spesa (“si poteva fare un esercizio di revisione sui compiti dello Stato”), ma ha ribadito che è un primo passo per gettare le basi del risanamento. “Ogni Dipartimento ha fatto il suo compito e ognuno deve contribuire. Chi dirà no alla manovra, dovrà portare nuove soluzioni”.
Una sorta di aut aut che non è tanto piaciuto a Fiorenzo Dadò (PPD), secondo cui non per forza bisogna proporre soluzioni se non si è d’accordo. Proprio su questo fronte è poi avvenuto uno scambio acceso tra Michele Guerra (Lega) e il capogruppo pipidino. Il primo ha accusato il PPD di non aver proposto alternative nell’ambito della discussione del Preventivo 2016. “Siete solo capaci di criticare” ha affermato Guerra, che durante la trasmissione ha più volte ribadito la necessità di dover tagliare sulla spesa. Accuse che Dadò ha rispedito al mittente, tirando in ballo i “ricatti” della Lega nell’ambito dell’approvazione della tassa di collegamento in Parlamento (ndr. Bignasca aveva annunciato di passare all’opposizione nel caso la tassa non venisse accolta). “Non venite a insegnarci cosa dobbiamo fare quando siete voi che non avete proposto nulla” ha contrattaccato Dadò.
Insomma, il dibattito si preannuncia acceso e non mancherà di tenere banco nelle prossime settimane. Dadò ha già annunciato che il gruppo PPD chiederà chiarimenti sulle ricadute della manovra sui contribuenti. Perché, alla fine, “non saranno lo Stato o i comuni a dover pagare, ma il singolo cittadino”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

