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Ticino
Prima i vandalismi, poi l’incendio doloso
Immagine Rescue Media
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Redazione
5 anni fa
Si allarga l’inchiesta nei confronti del commerciante accusato di avere appiccato il fuoco al negozio White di Lugano, da lui gestito. Ora emerge che lo scorso anno l’uomo avrebbe pure vandalizzato un altro negozio luganese di sua gestione

Si arricchisce di un nuovo filone l’inchiesta che coinvolge un commerciante di Lugano, indagato in merito all’incendio di matrice dolosa che lo scorso 12 febbraio ha distrutto il negozio di abbigliamento White, da lui gestito, in Via Nassa. Ora emerge che il commerciante non sarebbe nuovo a pratiche di questo tipo. A riferirlo nella sua edizione odierna è laRegione.

Vandalismi per ripicca
A essere rimasto vittima di metodi analoghi ci sarebbe stato pure un altro esercizio gestito dal commerciante, sempre in Via Nassa: si tratta del Cashmere, vandalizzato nell’estate 2020 dallo stesso uomo. All’origine del gesto ci sarebbero ripicche per un contenzioso con la proprietà dello stabile, a cui dovevano essere corrisposti degli affitti. Il figlio del commerciante avrebbe ammesso le proprie responsabilità.

Società fallita la scorsa settimana
L’avvocato dei proprietari dell’edificio ha confermato al quotidiano che è ora aperto un contenzioso civile di diverse decine di migliaia di franchi per pigioni non pagate e danni. La situazione però si complica: lo scorso 25 novembre, infatti, la società che gestiva il White e il Cashmere è fallita, rendendo ormai quasi impossibile il recupero degli scoperti.

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