
Quello che sta capitando nella politica cantonale dopo il Sì popolare all'iniziativa "Prima i nostri" non va proprio giù all'MPS.
"È veramente vergognoso lo spettacolo che stanno offrendo i diversi partiti coinvolti nella discussione sull’attuazione dell’iniziativa “Prima i nostri” - ha tuonato il Movimento per il Socialismo in una nota stampa - Il deprimente spettacolo, che dura ormai da settimane, riguarda il metodo di lavoro atto ad affrontare la realizzazione dell’’iniziativa “Prima i nostri”; e già questo la dice lunga sulle loro reali intenzioni: non far nulla per contrastare il dumping salariale e sociale."
Il movimento coordinato da Giuseppe Sergi è convinto che fautori dell’iniziativa (UDC, Lega) e contrari (PLRT, PPD, etc.) "non vogliono in realtà combattere il dumping. Pensano infatti che una spinta verso il basso dei salari sia assolutamente necessaria per, usando le loro tradizionali espressioni, far sì che il Ticino resti “competitivo”. Mai si sognerebbero di “mettere i bastoni tra le ruote” al padronato e alle loro imprese, impegnati in una messa in concorrenza dei lavoratori della quale il dumping è il risultato finale. E per realizzare questa messa in concorrenza un forte offerta di manodopera è una condizione fondamentale."
Senza dei cambiamenti nelle leggi, "le proposte dell’UDC, dal quella approvata il 9 febbraio di due anni fa a quella approvata il 25 settembre in Ticino, non sono altro che strumenti di propaganda xenofoba e filo-padronale, tese ad accrescere la divisione e la concorrenza tra i salariati, impedendo così la nascita di qualsiasi sentimento di solidarietà e di unità decisivo per qualsivoglia mobilitazione in difesa dei propri interessi." Ma per l'MPS, anche gli altri partiti di governo hanno delle responsabilità: "il loro obiettivo è tentare di bloccare il consenso elettorale e popolare che UDC e Lega cercano di alimentare con queste campagne; da qui la loro volontà di non far nulla, ribadendo sostanzialmente l’inapplicabilità – nel quadro giuridico esistente – delle proposte leghiste, per metterne in luce il carattere puramente propagandistico e strumentale."
In scena andrebbe così il "balletto vergognoso dei rinvii per la costituzione della commissione o del gruppo che dovrebbe fare delle proposte di attuazione. La prossima puntata del balletto sarà il 7 novembre (a un mese e mezzo dall’accettazione dell’iniziativa) e poi, prima che questo gruppo si costituisca, passerà ancora altro tempo. L’MPS aveva denunciato, durante la campagna di votazione a sostegno della propria iniziativa “Basta con il dumping salariale in Ticino”, la volontà di questi partiti di non far nulla per combattere il dumping: gli avvenimenti di queste settimane non fanno che confermarlo."
L’MPS, a conclusione della sua presa di posizione, sottolinea quindi di avere presentato "alcune proposte che riprendono la logica che avevamo sviluppato attraverso la campagna e l’iniziativa “Basta con il dumping salariale in Ticino”. Proposte che, pur rifiutando la logica xenofoba di “Prima i nostri”, permetterebbero di fare concreti passi avanti nella concretizzazione di alcuni suoi aspetti e quindi nella lotta al dumping. Proposte che, al momento, sono le uniche sul tappeto; mentre gli altri disquisiscono da ormai quasi un mese su problemi di ordine procedurale."
L’MPS annuncia inoltre che nelle prossime settimane formulerà ulteriori proposte che vanno nella stessa direzione di quelle già presentate.
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