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"Prima i nostri" sbarca all'USI e SUPSI
"Prima i nostri" sbarca all'USI e SUPSI
"Prima i nostri" sbarca all'USI e SUPSI
Redazione
10 anni fa
La Commissione speciale propone di introdurre la preferenza indigena per il personale non insegnante

La Commissione speciale per l'attuazione dell'iniziativa democentrista "Prima i nostri!", riunitasi oggi a Bellinzona sotto la presidenza di Gabriele Pinoja, ha sottoscritto un'iniziativa parlamentare elaborata, presentata dal deputato PPD Simone Ghisla, che chiede di introdurre il principio della preferenza indigena per il personale amministrativo, bibliotecario, tecnico e ausiliario dell’Università della Svizzera italiana (USI), della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) e degli Istituti di ricerca.

Un'analisi dello statuto dell'USI e del regolamento delle condizioni generali di lavoro per il personale amministrativo, bibliotecario, tecnico e ausiliario ha permesso di evidenziare le ottime condizioni di lavoro e la garanzia di protezione del dipendente. Ma non vi è traccia di una "volontà di tutela del mercato del lavoro indigeno" si legge nel testo dell'iniziativa. La stessa analisi sulle direttive interne della SUPSI e del suo regolamento del personale, oltre che mettere in risalto la medesima volontà di tutela del dipendente, ha invece permesso di evidenziare una direttiva volta a valorizzare le figure professionali residenti sul territorio.

Tramite l'iniziativa si chiede quindi di modificare la Legge sull’USI, la SUPSI e sugli studi di ricerca introducendo il principio della preferenza indigena per il personale non insegnante, aggiungendo un capoverso che recita: "Nell'assunzione del personale amministrativo, bibliotecario, tecnico e ausiliario, l'Università della Svizzera italiana, la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana e gli Istituti di ricerca, a parità di requisiti e qualifiche e salvaguardando gli obiettivi aziendali, devono dare la precedenza alle persone residenti, purché idonee a occupare il posto di lavoro offerto".

Per quanto riguarda il corpo insegnante non sono invece previsti cambiamenti. La Commissione - le cui riflessioni sono spaziate da argomenti a favore di una ferrea applicazione di "Prima i nostri" ad argomenti che impongono al settore universitario e accademico di godere di ampie libertà - ha riconosciuto l'importanza di mantenere un carattere internazionale per garantire il funzionamento, lo sviluppo e la concorrenzialità degli istituti. 

"I dati riguardanti i professori attualmente attivi presso l'USI (68% proveniente dall'estero), rispettivamente i dottorandi (90% proveniente dall'estero) ben si addicono a descrivere l'importanza del carattere internazionale di un istituto accademico e sono la perfetta testimonianza di quanto sia fondamentale far ricorso a talenti e cervelli provenienti dall'estero" si legge nel testo dell'iniziativa. "Mantenere USI e SUPSI all'avanguardia nel campo della formazione e della ricerca è determinante per sviluppare l'innovazione e quindi dare valore aggiunto anche e soprattutto al tessuto economico ticinese".

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