
Alberto Siccardi non è nuovo a provocazioni. Già lo scorso settembre aveva scatenato polemiche quando, in un articolo d'opinione pubblicato sul Corriere del Ticino, aveva sostenuto che troppi disoccupati preferiscono stare a casa piuttosto che lavorare. Oggi, in una nuova opinione inviata al Corriere del Ticino, il patron di Medacta solleva diversi aspetti della politica cantonale, prendendo le distanze dall’UDC per come intende attuare l’iniziativa “Prima i Nostri”. Nel comitato promotore dell'iniziativa, ricordiamo, figura lo stesso Siccardi.
“Se Prima i nostri sarà applicato alla lettera, molte aziende se ne andranno” si legge nell’opinione pubblicata dal giornale. “Poco importa, tanto non votano UDC” mi è stato detto da un esponente di questo partito. Bello e lungimirante. Nessun commento. Il rischio di perdere imprese non è sentito da questo partito, come invece lo è nel resto della Svizzera e del mondo. Tanti auguri”.
A disturbare in particolar modo Siccardi un elemento nella legge di applicazione, che secondo l’imprenditore non era contenuto nel testo dell’iniziativa: “È impensabile che delle imprese con tecnici stranieri importanti debbano ogni cinque anni, al rinnovo dei permessi, rischiare di dover licenziare uno straniero e assumere uno svizzero/residente “se questo ha le stesse qualifiche” spiega Siccardi.
“Se preso alla lettera è un articolo di legge demenziale. Inattuabile" ribadisce l'imprenditore. "Semplicemente perché questo residente non potrà mai avere la stessa esperienza di chi ha lavorato per cinque o più anni in un’azienda, le sue relazioni internazionali e la sua conoscenza dei prodotti. È una contraddizione in termini e le qualifiche non c’entrano. Si distruggeranno le strutture delle imprese. Ma non importano, non votano UDC!” chiosa ironicamente Siccardi, che si pone diversi interrogativi in merito ai “professionisti della disoccupazione”.
“Se poi questo svizzero o residente fosse un disoccupato abituato ad entrare e uscire dalla disoccupazione? Un’azienda dovrebbe assumerlo? Per vederlo dare le dimissioni dopo 12 mesi e magari un lungo periodo di addestramento? E quanto tempo occorrerà ad una impresa per assumere uno straniero, quanto durerà la trafila burocratica?”
Da noi contattato per maggiori chiarimenti, Siccardi ribadisce la sua posizione nei confronti del partito democentrista: “Mi distanzio decisamente dal loro modo di applicare l’iniziativa. Se l’avessi saputo, non li avrei aiutati. Ho sempre sostenuto il principio dell’iniziativa e ho sempre dato precedenza agli svizzeri e residenti. Ma se ora, dopo 5 anni che ho impiegato un lavoratore straniero per mancanza di candidati svizzeri, sono costretto a licenziarlo a favore di un residente, allora non va bene. Creerebbe un danno economico all’azienda. Per questo la trovo una proposta demenziale e spiace una posizione simile dell’UDC, che è vicina alle industrie, a cominciare dal signor Blocher, suo leader”.
Il patron di Medacta - che impiega circa 80-90 ingegneri, di cui l’80% sono italiani - si dice pronto a trasferire la sua attività a Como nel caso in cui questo articolo venisse applicato: “Se mi dovessi trovare a dover sostituire i miei ingegneri, per forza di cose non troverò uno svizzero o residente con la stessa esperienza. Dovrebbe ricominciare daccapo e conoscere i miei clienti. Negli anni ’80, prima dei bilaterali, se uno straniero era stato assunto, non si metteva in discussione il rinnovo del suo permesso. Esso era un patrimonio aziendale di esperienza e come tale da mantenere. Per questo motivo sto valutando di prendere degli uffici a Como. Non possono snaturare la mia azienda”.
Siccardi ha anche preso contatto con l’Associazione delle Industrie ticinesi (AITI) e verificherà a fondo il testo di iniziativa e la legge di applicazione: “Se facciamo una legge, facciamola bene: formazione, attenzione ai disoccupati professionisti e non mettiamo in difficoltà il rinnovo dei permessi”.
"Prima i nostri contiene un sano principio” conclude Siccardi, “ma rischia di causare più danni che benefici per l’assurdità con cui sembra concepita la sua applicazione, ancora in discussione”.
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