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Ticino
"Prima i nostri" piace a una socialista
"Prima i nostri" piace a una socialista
"Prima i nostri" piace a una socialista
Redazione
10 anni fa
Mentre Cédric Wermuth critica il voto ticinese, Jacqueline Badran ammette: "Avrei votato sì anch'io"

Non fa l'unanimità nel Partito socialista il parere espresso dal consigliere nazionale Cédric Wermuth sull'iniziativa popolare "Prima i nostri", approvata domenica dai cittadini ticinesi.

Wermuth aveva parlato di "ingerenza cantonale nella politica estera federale" e di "violazione dell'accordo di libera circolazione delle persone", prevedendo quindi che "le Camere federali non potranno fare altro che negare la garanzia federale alle norme introdotte nella costituzione ticinese dall'iniziativa popolare "Prima i nostri"."

Ma un'altra consigliera nazionale socialista, la zurighese Jacqueline Badran, ha invece un parere ben diverso. Pur riconoscendo che l'applicazione dell'iniziativa ticinese non sarà facile, Badran dichiara sul Blick di avere grande comprensione per il voto espresso dai ticinesi: "Avrei votato sì anch'io."

La parlamentare socialista sostiene che "la libera circolazione nella sua forma attuale è una costruzione neoliberale" e che "non devono essere le persone a correre dietro al capitale, bensì il capitale ad andare alle persone."

"La possibilità di vivere dove ci si sente a casa, dovrebbe essere uno dei più importanti diritti dell'uomo" afferma ancora Badran.

Intanto però la tesi di Wermuth ha raccolto anche il sostegno del consigliere agli Stati PLR Andrea Caroni. Come l'argoviese, anche lo zurighese ritiene che "Prima i nostri" non sia compatibile con il diritto federale e che non vi sia quindi margine di manovra per poter dare la garanzia federale all'iniziativa ticinese.

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