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Ticino
Prima i nostri, "partorite misure inapplicabili"
Prima i nostri, "partorite misure inapplicabili"
Prima i nostri, "partorite misure inapplicabili"
Redazione
9 anni fa
L'esperto Michele Rossi boccia il lavoro della Commissione speciale. "Il Cantone non può legiferare in questi settori"

Dopo che il Gran Consiglio ha deciso ieri di posticipare a settembre la discussione sulle misure ideate dalla Commissione speciale "Prima i nostri" per l'applicazione dell'iniziativa UDC approvata lo scorso 25 settembre dal popolo ticinese, ad esprimersi sul tema è oggi l'esperto di diritto europeo e già membro della delegazione svizzera che ha negoziato l'Accordo di libera circolazione Michele Rossi, che in un'intervista rilasciata al Giornale del Popolo definisce "inapplicabili" buona parte delle misure partorite dalla commissione.

"Quando si propone di regolamentare i settori degli stranieri e del lavoro, lo si fa senza calcolare che il Cantone non ha competenza a legiferare in questi settori, che sono di competenza invece di Berna" spiega Rossi. "Anche quando si propone di modificare le leggi cantonali, lo si fa in modo incompatibile con l'Accordo sulla libera circolazione delle persone."

Rossi sostiene poi che il "primanostrismo" non potrà essere applicato neppure nel settore pubblico, dato che "gli impieghi nella pubblica amministrazione vanno considerati alla stregua di rapporti di lavoro dipendenti di diritto privato e non possono quindi essere oggetto di discrminazione".

"Eccezioni sono ammesse solo per motivi di ordine pubblico, sicurezza pubblica e salute pubblica" precisa Rossi. "Non sono invece ammesse eccezioni per ragioni economiche."

L'intervista integrale a Michele Rossi è pubblicata sul Giornale del Popolo di oggi.

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