
Anche dalla vicina Italia giungono le prime reazioni al rapporto finale sull'attuazione dell'iniziativa popolare "Prima i nostri!" sottoscritto mercoledì scorso dalla Commissione speciale composta da Gabriele Pinoja (UDC), Henrik Bang (PS), Simone Ghisla (PPD), Andrea Giudici (PLR), Tamara Merlo (Verdi) e Mauro Minotti (Lega).
Un rapporto di 10 pagine che secondo il Corriere di Como contiene "molti numeri, ma nessuna proposta concreta, a parte un'iniziativa da proporre alle Camere federali per arginare il fenomeno dei bassi salari".
Il quotidiano comasco scrive che "la commissione speciale ha lavorato sei mesi, producendo una serie di atti per il momento privi di efficacia".
"Nel rapporto finale" prosegue il Corriere di Como, "i componenti della commissione sfornano numeri sul frontalierato (peraltro già noti) e criticano pesantemente il governo cantonale, accusato di non aver "intrapreso misure concrete" e di non aver "assunto specifici compiti o responsabilità ai fini dell'attuazione del volere popolare, al di là del mantenimento di quanto già in essere". In realtà, come detto, la preferenza indigena in tema di assunzioni non può essere introdotta per legge nel settore privato."
"Ragione per cui il partito promotore del voto del 25 settembre scorso, l’UDC, ha comunque presentato una proposta di legge non condivisa da tutta la commissione e destinata a rimanere lettera morta, salvo il fatto che la Svizzera decida di cancellare gli accordi bilaterali con l’Unione Europea" conclude il Corriere di Como, ricordando gli ultimi dati sulla disoccupazione in Svizzera. "Ancora ieri il ministero dell’Economia di Berna ha diffuso dati estremamente positivi riguardanti il Ticino, dove il tasso di disoccupazione è sceso a marzo al 3,6%, lo 0,4% in meno rispetto a febbraio e lo 0,1% in meno rispetto allo stesso mese del 2016" scrive il quotidiano comasco. "In Canton Ticino i disoccupati sono oggi 6.106 (contro i 6.623 di febbraio e i 6.193 di marzo 2016)."
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