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Ticino
"Prima i nostri", ecco la proposta
"Prima i nostri", ecco la proposta
"Prima i nostri", ecco la proposta
Redazione
9 anni fa
Un'iniziativa parlamentare dell'UDC presenta un disegno di legge per "rispettare il volere popolare"

Un'iniziativa parlamentare generica presentata stamane dall'UDC intende infine proporre una soluzione per la legge d’applicazione della preferenza indigena, voluta dalla popolazione ticinese con la votazione del 25 settembre 2016 su "Prima i nostri".

Secondo i promotori, Piero Marchesi, Marco Chiesa e Gabriele Pinoja, la presente iniziativa generica, corredata da un disegno di legge, "offre al Cantone una nuova base legale atta a raggiungere gli obiettivi sociali previsti dall’articolo 14 della Costituzione ticinese. Essi sono conformi all’articolo 121a della Costituzione svizzera. Il disegno di legge esplicita pure il volere del Popolo svizzero, espresso in votazione il 9 febbraio 2014, senza tuttavia ricorrere a contingenti e tetti massimi. Certamente la presente legge d’applicazione è ben più aderente all’iniziativa contro l’immigrazione di massa di quanto lo sia la legge d’applicazione votata dal Parlamento federale che, come noto e mai confutato, non realizza i dettami costituzionali. Anzi li disattende completamente creando confusione e amarezza nella popolazione".

Per i democentristi, ora il Canton Ticino ha la grande opportunità "di dimostrare un più grande rispetto del volere popolare grazie a questa nuova importante legge d’applicazione".

Il principio “Prima i nostri” recentemente iscritto nella Costituzione Cantonale Ticinese non ha ancora ricevuto la garanzia federale, ma esso non violerebbe "una norma di diritto internazionale che s’impone in una maniera imperativa sull’ordine costituzionale svizzero. Al contrario, il Consiglio federale ha chiaramente dichiarato nel suo messaggio del 7 dicembre 2012 che in caso di accettazione dell’art 121 a della Costituzione svizzera avrebbe dovuto rescindere l’ALCP, ciò che prova che questo trattato non contiene alcuna norma che lega imperativamente la Svizzera e che la Costituzione federale è di rango superiore rispetto a questo trattato. Anche lo stesso consiglio federale ha d’altro canto reiterato questa posizione il giorno seguente il voto del 9 febbraio 2014 rifiutando l’estensione della ALCP alla Croazia col motivo che la libera circolazione era diventata nel suo principio contraria all’ordine costituzionale svizzero. In quanto concretizzazione cantonale dell’art 121 a della Costituzione federale, il principio costituzionale cantonale “Prima i nostri” non potrebbe essere dunque dichiarato contrario allo stesso ordine costituzionale svizzero".

Se rimane aperta la questione della ripartizione delle competenze legislative tra la confederazione e i cantoni, per i promotori "è importante sottolineare tuttavia che le competenze cantonali non spariscono e dunque i Cantoni conservano il diritto di promulgare delle regole che occupano tutti gli spazi non coperti dal diritto federale". 

La legge proposta "è dunque la concretizzazione del principio della preferenza indigena e della lotta al dumping salariale, conformemente al volere del Sovrano". L'iniziativa parlamentare generica dei democentristi chiederà dunque l’adozione di una legge che rispecchi quanto la Costituzione cantonale impone al Consiglio di Stato.

Tra i principi fondamentali del progetto, la precedenza ai lavoratori svizzeri o agli stranieri con permessi C e B. Solo in caso di mancanza di disponibilità, il datore di lavoro potrà chiedere un permesso di lavoro per un lavoratore frontaliere.

In allegato le immagini della conferenza stampa 

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