
Difficilmente il voto ticinese su "Prima i nostri" avrà un impatto a livello nazionale, ma sicuramente i parlamentari a Berna dovranno tener conto che ci sono realtà in Svizzera che sono diverse dai Cantoni centrali. È il parere del consigliere di Stato ginevrino Mauro Poggia, strenuo difensore della preferenza indigena nel suo Cantone, che in un'intervista rilasciata alla RTS, prende posizione sul voto ticinese sull'iniziativa democentrista.
Come il Ticino, anche Ginevra è confrontata con un gran numero di frontalieri che ogni giorno attraversano il confine e per proteggere il mercato del lavoro è stata introdotta la preferenza cantonale nell'amministrazione pubblica e negli enti parastatali. Una soluzione "più realista" secondo il politico ginevrino dell'MCG (movimento vicino alla Lega dei Ticinesi), che, pur salutando il principio accettato dal popolo ticinese la scorsa domenica, ritiene l'iniziativa "Prima i nostri" difficilmente realizzabile visto che chiede una modifica della costituzione cantonale.
"Questa iniziativa resterà con tutta probabilità lettera morta. Scegliere di modificare la costituzione cantonale è come scalare la facciata nord dell'Everest con le infradito" stima il capo del Dipartimento del lavoro ginevrino. Ma il principio votato domenica è sicuramente da difendere: "Prima di invitare al tavolo le persone che vengono d'altrove, è necessario che le famiglie abbiano di che da vivere".
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