
La maggioranza della Commissione della Legislazione ha bocciato l'emendamento proposto dai deputati PPD Giorgio Fonio e Lorenzo Jelmini per chiedere di obbligare chi ottiene una commessa pubblica a rivolgersi agli Uffici regionali di collocamento in caso di bisogno di manodopera, prima di eventualmente ricorrere ai lavoratori interinali (vedi articolo suggerito).
Una decisione "incomprensibile", secondo Fonio, il quale spera tuttavia che il Gran Consiglio possa prendere la direzione opposta. Intanto però, nel suo editoriale di Popolo e Libertà, il vicepresidente PPD e sindacalista OCST tuona contro coloro che a parole affermano di voler difendere i lavoratori residenti, ma poi bocciano qualsiasi proposta concreta in tal senso.
"Il Partito Popolare Democratico e la sua base lo avevano detto chiaramente durante la campagna elettorale del 2015: il lavoro e i suoi problemi sarebbero stati in cima alle priorità dei deputati" scrive Fonio. "Il nuovo presidente Fiorenzo Dadò ha ripreso coerentemente quanto tracciato dimostrando subito una forte sensibilità sulle tematiche sociali del mondo lavoro."
"In questi primi due anni possiamo affermare che la promessa è stata mantenuta presentando numerosi atti parlamentari volti a sostenere chi, a causa di un mercato del lavoro sempre più deregolamentato, si è visto escludere o peggiorare in modo importante la propria condizione lavorativa" prosegue Fonio. "Basti ricordare per esempio la mozione a sostegno degli Uffici regionali di collocamento nata su impulso dell’Associazione Ticino & Lavoro di cui è presidente il nostro giovane consigliere comunale di Lugano, Giovanni Albertini. Passando poi dalla richiesta, accolta dal Parlamento, di abolire la possibilità da parte dei padroncini di presentare le notifiche online che di fatto mettono in grave difficolta i nostri artigiani. Pensando poi agli abusi denunciati ripetutamente dai sindacati si è presentato un’iniziativa parlamentare che chiedeva di verificare sistematicamente tutti i nuovi permessi di lavoro allo scopo di frenare sul nascere abusi salariali in quei settori protetti da contratti collettivi decretati d’obbligatorietà generale o sottoposti a contratti normali di lavoro."
"Ultima in ordine di tempo è invece la proposta, sempre del gruppo PPD, di inserire nella Legge sulle Commesse Pubbliche, prossimamente in discussione, il vincolo di favorire l’assunzione di disoccupati rivolgendosi agli Uffici regionali di collocamento rispetto alle agenzie interinali" scrive Fonio. "Stiamo parlando di agenzie di lavoro temporaneo che sono passate dall’occupare circa 4'000 lavoratori agli inizi degli anni 2000 arrivando a sfondare il muro degli 11'000 precari nel corso del 2015. È innegabile che il lavoro precario sia privilegiato da quelle fasce più deboli della popolazione, in particolare dagli stranieri che per evidenti motivi sono disposti ad accettare condizioni lavorative peggiori. Prova ne è che su 11'500 lavoratori interinali attivi nel 2015 gli svizzeri occupati erano solo 1'500 a fronte degli oltre 10'000 stranieri!"
"Mal si comprende la posizione della maggioranza della Commissione della Legislazione che si è espressa negativamente davanti ad una proposta concreta, pragmatica ma soprattutto migliorativa per le condizioni di lavoro" conclude Fonio. "L’ultima parola spetterà comunque al Parlamento nella speranza che il sostegno arrivi anche da chi da tempo urla slogan “prima nostristi” dichiarando a gran voce di voler tutelare il nostro mercato del lavoro. Non vorremmo credere che il nuovo slogan di una certa parte della politica possa trasformarsi in “Prima i nostri alle condizioni (disastrose) degli altri!”."
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