
A Palazzo delle Orsoline oggi è andata in scena una prima: la riunione della Commissione speciale su Prima in Nostri, ossia quella che dovrà tradurre in realtà la preferenza indigena approvata il 25 settembre dal popolo. Sul tavolo dei deputati il presidente Gabriele Pinoja (La Destra), Andrea Giudici (PLR), Simone Ghisla (PPD), Henrik Bang (PS) Tamara Merlo (Verdi) e Sabrina Aldi (Lega).
Ma le "guest stars" erano i promotori dell'iniziativa, il presidente UDC Piero Marchesi e il consigliere nazionale Marco Chiesa. Invitati in audizione, non sono arrivati a mani vuote. Alla Commissione hanno infatti portato un pacchetto di misure "concrete ed applicabili".
La prima misura riguarda i rapporti tra Cantone e aziende private: appalti, mandati pubblici, contratti di prestazione e affini devono essere attribuiti soltanto ad aziende che applicano la preferenza indigena. La seconda riguarda la fiscalità: via libera a sgravi alle aziende virtuose. La terza parla dell’applicazione del modello di Ginevra. Insomma, preferenza ai disoccupati in pubblico e para pubblico. La quarta misura fa riferimento alla reciprocità di trattamento: se le ditte ticinesi in Italia dovessero subire discriminazioni, il cantone sarà tenuto ad intervenire. L’ultima riguarda la formazione: occorrerà, in parole povere, recuperare quelle professioni interessanti dove oggi dove manca manodopera indigena.
Tutte proposte sulle quali la Commissione si chinerà nelle prossime settimane. Ascolta la reazione del presidente Gabriele Pinoja nel servizio di TeleTicino.
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