
L’UDC Ticino ha ribadito oggi in conferenza stampa le sue proposte per “frenare il declino finanziario del Cantone ed evitare il disastro”. Secondo i democentristi, “bisogna rispettare quello che già oggi la legge sulla gestione finanziaria prevede: pareggio a medio termine, parsimonia ed economicità nella spesa”.
“Servono soluzioni immediate”
E’ da anni che l’UDC Ticino “presenta delle ricette concrete”, si legge in un comunicato. La via c’è, “manca solo la volontà politica”. Sarebbe finalmente ora “che il Governo del Mulino bianco producesse soluzioni immediate, evitando di continuare a tirare a campare nella speranza di superare indenne l’appuntamento elettorale”.
Le misure targate UDC
Il deputato Paolo Pamini ha riassunto i lavori Commissionali e lo stato delle soluzioni UDC delle ultime legislature, che consistono in una ventina di misure raggruppate sotto cinque tipologie: dare meno soldi allo Stato attraverso sgravi fiscali e riduzioni di tasse, obbligarlo a spenderli meglio tramite norme di disciplina finaziaria, imporgli l’uso selettivo delle risorse attraverso la revisione dei compiti e il controllo dei risultati, aziendalizzare l’operatività e agire attraverso la riduzione del debito
Gli errori commessi
Il granconsigliere Sergio Morisoli ha dal canto suo spiegato che le spese pubbliche sono aumentate da 2’800 milioni di franchi a quasi 3’900 milioni in 11 anni, “ossia di oltre un miliardo di franchi”; mentre la popolazione ticinese in 10 anni è “cresciuta del 2,7% circa, la spesa pubblica è aumentata del 24,7%”. Per rimediare, “lo Stato non ha pensato ad altro che aumentare le entrate”. Secondo i democentristi, il Governo e la maggioranza in Gran Consiglio hanno commesso tre errori in dieci anni: “Non hanno concesso sgravi fiscali per scaldare i motori dell’economia ed aiutare i cittadini, non hanno contenuto la spesa, e i pochissimi risultati di pareggio sono dovuti solo e soltanto ai maggiori gettiti di imposte”.

