
La situazione finanziaria dell'Azienda elettrica ticinese è solida e non ci sono problemi di liquidità. Iter e modalità scelte dalla KPMG per eseguire il suo mandato non sono sempre stati lineari, ma le conclusioni hanno fornito le basi per un miglioramento necessario nella gestione dell’azienda. I vertici di AET, come promesso, hanno voluto rassicurare l’opinione pubblica. E lo hanno fatto stamattina in conferenza stampa a Bellinzona presso BancaStato. Oggi è stata pure l’occasione per spiegare l’aumento di 3.5 cts/kWh dei prezzi di vendita ai distributori, ma soprattutto per annunciare la decisione di concedere uno sconto, a determinate condizioni, per i prossimi 3 anni di 0.5 cts/kWh alle seguenti aziende di distribuzione: la Società Elettrica Sopracenerina, le Aziende Industriali Lugano (AIL), la Cooperativa Elettrica di Faido (CEF) e l’Azienda Elettrica Comunale (AEC) Ascona. “Lo sconto è destinato ai distributori che hanno sottoscritto un nuovo contratto di fornitura con AET a partire dal 1° gennaio 2009”, ha dichiarato il responsabile commerciale Giorgio Tognola ai giornalisti presenti. Mentre sulla situazione patrimoniale si è espresso il direttore ad interim Claudio Nauer: “Il fatturato al 30 settembre 2009 era di 990 milioni. Quindi dovremmo chiudere attorno attorno a 1.3 miliardi di franchi”. Ma non solo. Nauer ha pure dichiarato che AET è in grado di far fronte ad ogni momento ai debiti, “visto che la disponibilità di liquidità al 30 settembre era di 150 milioni”. La parola in seguito è passata al presidente Fausto Leidi, a cui è spettato il compito di ripercorrere le varie tappe attorno al rapporto KPMG. “Da oggi sono online sul sito www.aet.ch il rapporto del 27 maggio 2008 sulla gestione dei rischi e il rapporto finale del 4 marzo in cui sono compresi gli affari REI, AET idronord, ASG power e CEG”, ha tenuto innanzitutto a precisare Leidi. Il presidente ha ammesso che nell’esecuzione del mandato di verifica “iter e modalità non sempre sono stati lineari, ma il rapporto ha dato le basi per migliorare. E molte delle misure sono già state messe in pratica”. Il difetto principale del rapporto nella prima fase di verifica, ha ancora spiegato Leidi, è quello di non aver coinvolto tutto il Consiglio di direzione. A questo punto è intervenuto Naurer: “A volte la KPMG ha preso lucciole per lanterne”. E ancora: “C’erano clamorosi errori nel rapporto del 27 maggio ed era evidente che il direttore Reto Brunett non volesse coinvolgere tutta la direzione”. Ma dal canto suo la KPMG ha messo in evidenza una serie di misure necessarie. Tra queste che l’Azienda negli ultimi dieci anni è cresciuta troppo in fretta e quindi che la sua la “governance” non era più adatta. Ora AET è un’azienda praticamente nuova. Lo hanno dichiarato stamane i vertici alla stampa. "AET oggi dispone di un nuovo regolamento di organizzazione - hanno detto i vertici - che ha permesso di regolare la questione dei conflitti di interesse e di introdurre il principio della collegialità della direzione".
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