
Il Consiglio dei Giovani Momò organizza giovedì, alle 18.30, presso la Sala polivalente SUPSI di Mendrisio, la conferenza-dibattito pubblica «Quando si sbaglia strada, prevenire la criminalità minorile, costruire nuove opportunità». La domanda centrale dell’evento, viene spiegato in un comunicato, è cosa può essere fatto prima che un giovane arrivi a commettere un reato. L’iniziativa nasce dalla volontà di affrontare la criminalità minorile andando oltre il solo momento successivo al reato e ponendo al centro una domanda fondamentale: famiglie, scuola, servizi, istituzioni e politica possono avere un ruolo importante nella prevenzione e nell’intervento precoce?
L'evento
La serata intende quindi mettere a confronto prospettive differenti sul rapporto tra prevenzione, sicurezza, responsabilizzazione e reinserimento, senza contrapporre questi elementi, ma analizzandoli come parti di uno stesso percorso. La conferenza sarà moderata da Sharon Bernardi (RSI) e vedrà la partecipazione di Fabiola Gnesa, magistrata dei minorenni, Fabrizio Sirica, co-presidente PS Ticino e deputato in Gran Consiglio, Giovanni Capoferri, deputato de Il Centro in Parlamento e presidente Rabadan, Marco Coppola, direttore di Radix svizzera italiana, e Alain Bühler, capogruppo UDC in Gran Consiglio. È inoltre previsto un intervento del sindaco di Mendrisio Samuele Cavadini.
L'organizzazione
Il formato sarà quello di una vera conferenza-dibattito, «evitando una semplice successione di interventi frontali». Una parte sarà dedicata al confronto tra differenti sensibilità politiche, mentre un secondo momento porterà al centro l’esperienza concreta di chi opera con giovani, famiglie e istituzioni. La parte conclusiva sarà riservata alle domande del pubblico, seguita da un rinfresco e da un momento informale di incontro tra partecipanti e relatori. L’evento «si rivolge a giovani e studenti, famiglie, docenti, professionisti dell’educazione, operatori sociali, associazioni, cittadini, autorità e rappresentanti istituzionali, con l’obiettivo di favorire un confronto aperto e costruttivo sul territorio».

