
Il PS si oppone a ulteriori tagli per 20 milioni di franchi, così come accordato stamani in Commissione della gestione da PPD, Lega e PLR.
"Questa non è altro che una 'manovra di rientro bis' - scrive il partito in una nota stampa - che non è stata discussa né accordata con la manovra finanziaria e il preventivo 2017: scauserà dei tagli supplementari alle prestazioni e ai servizi dello Stato, a danno della popolazione e dell’economia locale."
Per i socialisti, si ridurrebbero continuamente le prestazioni sociali "indispensabili affinché una parte sempre più importante della popolazione possa vivere dignitosamente. Il risultato di questa politica è una spirale negativa che bisogna fermare a tutti i costi. Da un lato propone dei continui sgravi fiscali ai grandi redditi e alle grandi aziende facendo diminuire le entrate dello Stato mentre dall’altro taglia le prestazioni, riduce i servizi e la politica sociale. In questo modo, invece di ridurre le differenze sociali e garantire le pari opportunità per tutti i cittadini, la maggioranza accentua l’impoverimento del Cantone, peggiorando le differenze tra i ceti più abbienti e le fasce più deboli della popolazione in cui anche il ceto medio sta precipitando a causa dell’erosione dei salari e dei costi esorbitanti di affitti e premi casse malati."
Il partito capitanato da Igor Righini si dice inoltre "sconcertato da PPD, Lega e PLR" per la promozione di tagli supplementari "proprio quando la BNS ha annunciato che grazie ai profitti del 2016 verserà al Ticino 14 milioni di franchi supplementari rispetto ai 28 preventivati."
L'appello conclusivo della sinistra è quindi quello "di votare 4 volte NO il prossimo 12 febbraio, dicendo “STOP AI TAGLI!” e rifiutando l’imbroglio della Riforma III dell’imposizione delle imprese".
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