
Occhi puntati sul Gran Consiglio: la sessione che si apre oggi è una di quelle che si preannunciano epocali. Sui banchi dei deputati il preventivo 2024 e l’acquisto dello stabile EFG. Due dossier che hanno creato malumori e frizioni, e non solo a livello politico. Il primo, soprattutto, è indigesto anche alla società civile, direttamente toccata dai tagli previsti dalla manovra di rientro; società civile che è sul piede di guerra, in particolare quella legata ai settori pubblico e sociosanitario. Non a caso, mentre dentro Palazzo i deputati si daranno battaglia a colpi di emendamenti, fuori i sindacati hanno indetto una nuova manifestazione di protesta.
Tornando alla seduta di oggi, si partirà con il preventivo 2024. La posta in gioco è alta e l’esito del dibattito incerto: le alleanze sono estremamente fragili e i partiti, compresi quelli di maggioranza, hanno presentato una serie di emendamenti. L’intesa formata da Lega, Centro e PLR attorno ad alcune tra le misure di risparmio della manovra di rientro è fragile e in ballo ci sono decine di emendamenti, presentati anche dagli stessi partiti che formano l’alleanza, che rischiano di rimescolare ulteriormente le carte. Votato il preventivo, un secondo dossier scottante farà il suo ingresso in aula: quello relativo all’acquisto dello stabile EFG, per 80 milioni di franchi, destinato a diventare cittadella della giustizia. In questo caso, tra l’altro, non è remota la possibilità che il tema vada alle urne tramite il referendum.

