
Salviamo il preventivo 2013. Quattro parole che bene riassumono la lunga giornata della politica ticinese. Così, a cinque minuti dalla mezzanotte, è il caso di dirlo, si è trovato l’accordo tra i quattro partiti di governo sul rompicapo politico più intricato degli ultimi anni. Tutto ad un solo giorno dal voto in aula, quando ormai il documento sembrava a un passo oltre l’orlo del baratro. Invece in 12 ore si è riusciti a fare quello che in due mesi non era stato possibile. Una lunga giornata, dicevamo, iniziata questa mattina, di buon’ora con la trasferta a Bellinzona dei capigruppo di PS, PLR,PPD e Lega . Ad aspettarli il Consiglio di Stato in corpore. Vediamo i possibili punti d’incontro usciti dalla riunione. Uno: l’ulteriore taglio della spesa. Il Governo, accogliendo alcune proposte dei partiti, da 18 milioni di riduzione del deficit si è detto disponibile ad arrivare fino a 34. Calcolatrice alla mano si limerebbero dunque altri 16 milioni. Due: il famoso taglio del 2% agli stipendi dei dipendenti pubblici. Qui le possibilità sono due. Tagliare solo l’1%, oppure alzare il limite di reddito esente dal taglio da 20 mila franchi a 70 mila. Tre: la revisione della spesa. Il governo si è impegnato a portare in aula nel corso del prossimo hanno una sorta di road map, nuove linee guida sulla politica finanziaria cantonale. Una dichiarazione che non è solo di intenti: verrà ancorata in un decreto. Ma la riunione di questa mattina è stata solo l’antipasto. Durante il pomeriggio in gran consiglio c’era più gente nei corridoi che in aula. E poi, poco fa i gruppi si sono riuniti. E alla fine l’accordo è arrivato. Chiaro è che se l’obiettivo è portare in porto questo preventivo ognuno dovrà fare un passo indietro e rinunciare a qualcosa. Ora si attende la ratifica dell’accordo da parte della commissione della gestione. Insomma: annuntio vobis gaudium magnum habemus preventivo? Questa volta pare di sì. ClaRo
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