
La strada che porterà, forse, all’approvazione del preventivo 2024 inizia dai partiti che nei prossimi giorni cercheranno la quadra del cerchio. Ma non sarà facile, perché per dare luce verde allo spinoso dossier, serve l’accordo di almeno tre partiti. E le posizioni tra i gruppi sono ancora molto distanti. Per fare una panoramica, iniziamo da chi, da tempo, ha detto di non volerne sapere, ovvero Verdi e Partito socialista. “Si ripete che la coperta è corta, ma questo non è assolutamente vero, perché negli anni la ricchezza in questo paese è aumentata tantissimo e se oggi bisogna fare dei tagli è semplicemente perché negli scorsi anni sono state fatte delle scelte politiche sbagliate che vengono al pettine”, afferma ai microfoni di Ticinonews il co-presidente socialista Fabrizio Sirica. Oggi “da parte nostra la porta è stata chiusa, nel senso che non c’è la volontà della maggioranza di cambiare l’impostazione”.
La posizione dell’UDC
La sinistra non è sola: anche alla destra questo preventivo non piace molto. Talmente poco che l’UDC ha presentato un proprio rapporto, il quale “si basa su tre decreti legislativi, che riguardano le spese del personale, quelle di trasferimento e quelle di beni e servizi”, spiega il granconsigliere democentrista Tiziano Galeazzi. Alla commissione della Gestione “abbiamo detto che se prenderà questi tre decreti, li inserirà e poi li sosterrà, noi saliremo sul transatlantico assieme a loro”. In caso contrario “resteremo sul nostro canotto e porteremo in aula il nostro rapporto”.
Chi sembra essere favorevole
Spostandosi al centro, si trovano i due partiti che sembrano più disponibili a trovare un accordo. “Dal nostro punto di vista rimangono due aspetti che andranno chiariti questa settimana, ma è giusto ora dare un preventivo a questo cantone e io sono fiduciosa che riusciremo a trovare, entro settimana prossima, una maggioranza”, commenta la deputata liberale radicale Alessandra Gianella. “UDC, verdi e socialisti, hanno già presentato dei rapporti. Tocca al resto della commissione, quindi noi, PLR e Lega verificare se esiste un rapporto di maggioranza, anche perché PLR e Centro in Gran Consiglio non hanno la maggioranza”, precisa il centrista Maurizio Agustoni.
Bignasca: “Il preventivo era e rimane inaccettabile”
Martedì prossimo la Lega si ritroverà quindi a giocare il ruolo di ago della bilancia. “Il preventivo era e rimane inaccettabile sia per quanto riguarda la spesa per gli asilanti, per i sussidi agli stranieri, ai permessi B (che non devono più essere erogati), e anche per quanto riguarda l’amministrazione cantonale, che deve iniziare a risparmiare, perché non si può aumentare di 30-40 milioni ogni anno”, ribadisce il capogruppo leghista in Gran Consiglio Boris Bignasca. La Lega ha anche fatto delle proposte in commissione, le quali “per il momento sono state prese in considerazione unicamente dal presidente, mentre gli altri gruppi hanno dato delle piccole aperture, che però sono ancora totalmente insufficienti”.

