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Ticino
Preventivo 2024, il tempo per discutere è finito
© CdT/Gabriele Putzu
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Redazione
3 anni fa
La trattazione è conclusa e martedì i gruppi porteranno le loro posizioni. Guerra: “Bocciare il preventivo significherebbe che la commissione della Gestione dovrebbe ricominciare la trattazione sul medesimo”.

In commissione della Gestione il tempo della discussione volge al termine. Dopo l’incontro di oggi con il Consiglio di Stato, secondo il presidente della commissione della Gestione Michele Guerra, di dubbi ne restano pochi: ormai sul preventivo 2024 non resta che decidere. I punti controversi, però, sono ancora tutti lì. Si pensi, ad esempio, al taglio degli stipendi dei dipendenti pubblici: i partiti hanno sul tavolo due varianti. Quanto proposto dal Consiglio di Stato nel messaggio, vale a dire contributo di solidarietà per chi guadagna più di 60mila franchi all’anno e nessun riconoscimento del carovita, e la controproposta che il Governo ha fatto ai sindacati. In questo caso, resta il contributo di solidarietà richiesto al personale e il carovita non viene riconosciuto, ma ad ogni dipendente verrebbero versati 400 franchi “una tantum”.

I sussidi cassa malati

Anche per quanto riguarda il taglio dei sussidi di cassa malati le possibilità sono due. La prima è il risparmio di 16,5 milioni proposto dal Governo nel suo messaggio, la seconda ipotesi riguarda un taglio più moderato, di 12,5 milioni totali, che tutelerebbe meglio le fasce deboli. Sui tagli agli istituti per invalidi invece non è dato sapere.

Appuntamento a martedì prossimo

“La trattazione è conclusa, martedì avremo le posizioni”, spiega Guerra ai microfoni di Ticinonews. “È ovvio che qualora non dovesse formarsi una maggioranza dovremo vedere cosa fare, in quanto andare in aula tanto per andare in aula sarebbe un esercizio alibi che porterebbe semplicemente a una bocciatura del preventivo. Martedì prossimo bisognerà vedere quali saranno le posizioni che ad oggi non sono ancora del tutto chiare”.

“L’auspicio è che si possa trovare una convergenza”

Lasciare lo Stato senza preventivo, rispettivamente bocciarlo, “significa che comunque il preventivo verrebbe riproposto alla nostra Commissione, che dovrebbe ricominciare la trattazione sul medesimo”, prosegue Guerra. L’augurio “è che si possa trovare una convergenza. Martedì prossimo, come detto, i gruppi porteranno le loro posizioni e a quel punto ci conteremo”.

Le posizioni dei partiti

La strada resta comunque in salita. UDC e PS hanno già stilato i loro rapporti contrari al preventivo 2024. PLR e Centro potrebbero trovare un accordo, ma per avere i numeri necessari a spuntarla in aula serve anche il via libera della Lega. Una possibilità, questa, al momento per nulla scontata.

 

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