
Continuano i lavori a Palazzo. Dopo l’approvazione ieri del freno al disavanzo prima e della road map poi, oggi il Parlamento si è chinato sul terzo e ultimo dossier del pacchetto di risanamento dei conti dello stato: il famigerato preventivo 2014. Dopo tre ore di discussione generale è tempo di procedere all’analisi di tutte le misure, dipartimento per dipartimento. Per conoscere il voto sul complesso si dovrà attendere verosimilmente domani, ma, benché il documento sia stato criticato da tutti, destra e sinistra, tutto lascia presagire che anche il preventivo 2014, grazie all’alleanza di centro-destra PLR-Lega-PPD, appellatasi alla responsabilità, alla fine, verrà approvato.
Un preventivo che, lo ricordiamo, contempla un disavanzo d’esercizio di 148 milioni di franchi, cifra molto lontana dal limite cantonale fissato ieri dalla legge sul freno al disavanzo. Ecco perché durante gli interventi dei capigruppo non sono mancate accese critiche al Governo. Al centro delle polemiche dei tre partiti alleati, l’eccessiva spesa pubblica dello Stato con conseguente ribaltamento continuo degli oneri sui Comuni.
Del tutto contrari si sono invece espressi Socialisti, Verdi e UDC. In particolare, secondo il PS diverse misure avanzate nel preventivo colpiscono eccessivamente le fasce più deboli della popolazione.
Il presidente del Governo Paolo Beltraminelli, a nome del Consiglio di Stato, ha proclamato: “Prendiamo atto del compito difficile che ci attende nei prossimi mesi. C’impegneremo per trovare misure strutturali, incisive e, va da sé, impopolari”. Quanto alla direttrice del DFE Laura Sadis ha lanciato un monito: “Invito tutti i presenti a collaborare maggiormente al fine di trovare denominatori comuni, senza irrigidimenti ideologici o, peggio, prese di posizioni pre-elettorali. In politica occorre anche sporcarsi le mani”.
Per approfondire guarda il Tg di TeleTicino stasera alle 18.45.
LM
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