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Ticino
Preventivo 2013: si riparla di amnistia
Redazione
14 anni fa
I presidenti e i capogruppo della Lega, del PLRT e del PPD hanno stilato una lista di proposte per contenere il deficit 2013

I presidenti e i capogruppo della Lega, del PLRT e del PPD si sono incontrati quest’oggi per discutere sul tema del preventivo 2013 del cantone. Qui di seguito le considerazioni e suggestioni che vogliono presentare al Consiglio di Stato il prossimo 20 novembre per migliorare i conti dello Stato. Come si legge dal comunicato inviato congiuntamente dai tre presidenti e capogruppo, dal profilo delle entrate viene proposto un aumento della soglia imponibile dei globalisti, ovvero cittadini stranieri residenti in Ticino senza attività lucrativa ma tassati sul dispendio annuo. Oltre a ciò viene rilanciata l’idea di un’amnistia fiscale cantonale, così come la revisione delle aliquote delle imposte alla fonte. Dal profilo delle uscite suggeriscono quindici milioni di risparmio alla voce beni e servizi, con particolare riferimento ai mandati diretti, da distribuire sui cinque dipartimenti. Propongono inoltre dieci milioni di altre misure puntuali, come ad esempio un contenimento delle spese di trasferta. Per quanto riguarda le misure strutturali chiedono, come si legge nella nota, di voler “valutare la non sostituzione, quantomeno parziale, delle prossime partenze del personale dell’amministrazione cantonale”. Chiedono infine anche una revisione della politica di ammortamento del Cantone così come la revisione dei compiti dello Stato.La reazione del partito socialista Non si è lasciata attendere la reazione da parte del partito socialista. Sull’amnistia cantonale e sulla tassa sui frontalieri il partito commenta: “Roba vecchia, insomma. Idee superate che, se davvero sono state considerate in questo misterioso vertice, sarebbero inaccettabili o impraticabili”. Secondo i socialisti questa proposta non tocca il nocciolo del problema: “Un'economia privata che mira solo al profitto e che scarica sulla collettività i costi dei danni provocati sulle fasce più deboli. Possiamo solo sperare che si tratti soltanto di indiscrezioni senza fondamento, di fantasie” si legge nel comunicato. Sulla presunta segretezza dell’incontro i socialisti commentano: “Ma la Lega non era nata proprio per far saltare il famoso "tavolo di pietra"? Eccola lì adesso, invece, proprio intorno a quel tavolo per discutere con gli altri partiti borghesi di scelte che invece dovrebbero essere fatte nella massima chiarezza e trasparenza, alla luce del sole”. In conclusione: “Allora è bene si sappia che i Socialisti non ci stanno e non accettano questo modo di fare politica che puzza di intrallazzo, di decisioni prese al di fuori dei tradizionali meccanismi decisionali della democrazia”.

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