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Ticino
Preventivo 2013: l'odissea si ripete a Lugano
Redazione
14 anni fa
Erasmo Pelli è ottimista, ma il rischio è che l'approvazione del Preventivo slitti a dopo le elezioni comunali

Preventivo 2013: se Atene piange, Sparta non ride. Sì, perché dopo aver fatto discutere per mesi la politica cantonale adesso ad avere problemi con i conti è il più importante comune ticinese: Lugano. Il Municipio, impegnato a cercare di ridurre il deficit, da circa 64 milioni di franchi, a 30, ha accumulato ritardi su ritardi. Questioni di punti di vista diversi: alcuni vorrebbero alzare il moltiplicatore di 5 punti, dal 70, al 75%; altri, invece, vorrebbero dare un decisivo giro di vite alle spese. E così, di discussione in discussione, è finita che il documento non è ancora approdato sui banchi della Commissione della Gestione. “Arriverà entro l’inizio di febbraio”, avrebbe promesso il Governo cittadino. E qui sorge un altro problema. La commissione, si sa, deve redigere un rapporto: un lavoro non da poco, servono almeno due mesi, puntualizzano gli esperti. Così, calendario alla mano, e considerando che di mezzo ci sono le vacanze di carnevale e quelle di Pasqua, il preventivo potrebbe passare al vaglio del Consiglio comunale oltre la metà di aprile. E cosa succede a metà aprile? Ci sono le elezioni. Cambia il Municipio, si rinnova il Consiglio comunale ed anche, ovviamente la Commissione della gestione. E la nuova gestione potrebbe voler rianalizzare l’intero documento. Altri mesi che se ne vanno. Lasciando perdere il dettaglio che la LOC, la legge organica comunale, prescrive che il preventivo debba venir approvato entro il mese di dicembre dell’anno precedente, il rischio è che si ripeta la vicenda del preventivo 2011. Rispedito al mittente dal Consiglio comunale. Un segno di protesta per i ritardi accumulati. Forse, allora è vero quello che si dice. Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ma il vicesindaco Erasmo Pelli è ottimista. “Faremo tutto il possibile per arrivare all’approvazione del documento entro aprile”, ha dichiarato, “non si è perso tempo, ma il lavoro non è stato semplice”. Comunque sia nonostante a Lugano non siano tutte rose e fiori, qualche buona notizia all’orizzonte c’è. Anzi, 7 milioni di buone notizie per la precisione: i soldi di cui la scorsa settimana aveva parlato Giuliano Bignasca. Sopravvenienze fiscali in arrivo dalla liquidazione di un’azienda. Buone nuove che però non saranno sufficienti a scongiurare l’aumento del moltiplicatore: per quello di milioni ne sarebbero serviti 13. Erasmo Pelli comunque lascia aperto uno spiraglio: “Alzare il moltiplicatore è l’ultima spiaggia. Valuteremo se ci sono ancora margini di manovra”. ClaRo

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