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Ticino
Presunto ladro assolto e risarcito
Redazione
13 anni fa
La Corte d'appello di Locarno ha assolto un 33enne albanese per mancanza di prove. Per lui anche decine di migliaia di franchi di risarcimento

Nella banda di ladri condannati per ripetute razzie in Ticino e Mesolcina tra luglio e ottobre 2012 c'erano suo fratello, suo cugino e diversi altri suoi connazionali. E alcuni di loro l'avevano indicato come implicato nella serie di furti, tanto che la procuratrice pubblica Marisa Alfier l'aveva poi sospettato di essere il capo della banda, chiedendo per lui una pena da scontare di 33 mesi.

Ma lui, un 33enne albanese, non c'entrava niente con l'attività criminale dei suoi famigliari e conoscenti. Lo ha stabilito la Corte di Appello di Locarno, presieduta dalla giudice Giovanna Roggero Will, confermando l'assoluzione per mancanza di prove già decretata durante il processo di primo grado tenutosi lo scorso maggio alle Assise Criminali.

Lo riferisce oggi La Regione, spiegando come il 33enne, un venditore di automobili, abbia ottenuto oltre all'assoluzione anche un cospicuo indennizzo.

La legale dell'uomo, l'avvocato Sandra Xavier, chiedeva circa 50mila franchi per torto morale e 15mila franchi per la perdita di guadagno subita durante i sette mesi di detenzione in carcere. La Corte ha accolto solo parzialmente le richieste, riconoscendo al 33enne un'indennità pari a 3'500 franchi per il danno economico arrecato alla sua attività di venditore e 36'900 franchi per il torto morale, oltre a quasi 19'000 franchi per le spese legali sostenute durante i due processi.

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