
Si torna a parlare del caso dei presunti falsi interventi effettuati da un neurochirurgo dell'Ars Medica, attualmente sotto inchiesta per la denuncia in procura dell’ospedale Civico e del Medico cantonale. Nel rispondere a un’interrogazione presentata il mese scorso dalla deputata Gina La Mantia (PS) il Consiglio di Stato ha infatti ribadito che le informazioni non sono state trasmesse tardivamente al nuovo direttore del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) Raffaele De Rosa. Il consigliere di Stato, lo ricordiamo, era stato informato del caso a fine luglio 2019.
Il sospetto di reato, spiega il Governo, è stato segnalato al Medico cantonale la sera del 6 febbraio 2019 e quest’ultimo ha informato la Magistratura telefonicamente il 7 febbraio e per iscritto l’8 febbraio. "Anche le successive segnalazioni sono giunte tempestivamente al Ministero pubblico, rilevando altresì l’esigenza di dover valutare, sulla base degli elementi dell’inchiesta penale, l’eventuale adozione di provvedimenti cautelari di polizia sanitaria". L’allora Direttore del DSS Paolo Beltraminelli era stato informato al momento della prima segnalazione. Si è poi atteso che il Ministero pubblico desse il nulla osta per poter procedere con le verifiche di competenza dell’autorità di vigilanza sugli operatori sanitari, in primo luogo sulla base dell’incarto penale. La fattispecie è tornata d'attualità a fine luglio, dopo l’annuncio del quarto caso (e primo avvenuto dal cambio alla Direzione del DSS). A quel momento il Medico cantonale ha prontamente informato il nuovo direttore Raffaele De Rosa, che ha a sua volta segnalato il caso al Consiglio di Stato. "Questo processo informativo non ha ostacolato o rallentato le indagini in corso o l’adozione di eventuali misure urgenti" ed è stato altresì essenziale il fatto "che i sospetti di reato siano tempestivamente stati segnalati al Ministero pubblico".
Il segretariato della Commissione di vigilanza sanitaria (CVSan) ha preso atto della segnalazione e non ha potuto che rimanere in attesa dell’apertura del procedimento penale da parte della Magistratura, anche per evitare il rischio di pregiudicarne l’esito. "Solo dopo l’apertura ufficiale di un procedimento penale nei confronti dell’operatore sanitario le autorità di polizia sanitaria possono confrontare l’interessato con le accuse mosse nei suoi confronti, acquisendo gli atti penali e valutando poi l’adozione di misure di propria competenza, in via cautelare e, di principio una volta terminato il procedimento penale, nel merito". Il procedimento penale nei confronti del medico sospettato è stato aperto in data 14 agosto 2019 ed il Medico cantonale ne è stato informato il 16 agosto. Il 30 agosto il DSS ha di conseguenza aperto una procedura amministrativa affidata alla CVSan per l’istruzione di merito ed al Dipartimento per le eventuali misure cautelari.
Sicurezza dei pazienti: regolamento in vista
Riguardo al tema della qualità e della sicurezza dei pazienti, il Governo prevede l’elaborazione di un apposito Regolamento concernente la qualità e la sicurezza nelle strutture sanitarie stazionarie, anche quale risposta all’iniziativa popolare “Per la qualità e sicurezza delle cure ospedaliere”. In questi ultimi anni "assume sempre maggiore importanza la cartella sanitaria quale strumento principe per una adeguata presa a carico del paziente". In tal senso, "appare oggi sempre più utile documentare adeguatamente le prestazioni erogate (per esempio con l’acquisizione di immagini operatorie), a garanzia della sicurezza del paziente ma anche degli stessi operatori sanitari". A questo scopo, conferma il Governo, è in fase di valutazione l’emanazione di specifiche Direttive per meglio definire quali siano i contenuti minimi di una cartella medica, sia essa analogica o digitale.
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